Parla la scrittrice Silvia Brindisi dei suoi libri e del lavoro come educatore professionale di comunità


“Il mondo dell’editoria in Italia non dovrebbe chiedere nessun tipo di contributo agli autori che vogliono pubblicare un libro” dice Silvia 


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Ha una laurea come Educatore professionale di comunità la scrittrice Silvia Brindisi, che le ha permesso di conoscere e scoprire meglio le diverse realtà presenti nella società. Tante per lei le esperienze lavorative nel settore. Ha pubblicato un saggio scientifico all’interno del libro “Prevenzione e qualità della vita. Il ruolo degli educatori nel lavoro con i minori”, dove ha voluto raccontare il suo lavoro di educatore professionale all’interno della comunità terapeutica di Roma “Villa Maraini”, parlando della tossicodipendenza, delle cause, delle conseguenze, del carcere e di come si possa anche decidere di cambiare vita. Si è poi avvicinata al mondo dei bambini con il libro “Amicizie magiche”, per poi mettersi all’opera con un nuovo libro dal titolo “Chi parla poco, ha gli occhi che fanno rumore”, che racconta la difficile realtà dei senza fissa dimora.

Hai una laurea come “Educatore professionale di comunità”, di cosa si tratta?
E’ un corso di laurea che mi ha permesso di conoscere e scoprire meglio diverse realtà che ci sono nella nostra società. Ho svolto diverse esperienze formative, ma anche lavorative sia con minori in difficoltà, disabili adulti, tossicodipendenti liberi e detenuti e con minori disabili. Il mio lavoro durante i vari anni mi ha arricchito molto a livello umano e professionale. Chi decide di fare questo lavoro, essendo molto delicato e difficile, deve seguire solo il cuore.

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Come ti sei avvicinata al mondo della scrittura?
Mi sono avvicinata al mondo della scrittura dall’adolescenza e col tempo non ho mai smesso. Per me è stata sempre più importante perché mi ha permesso di esternare i miei pensieri, le mie riflessioni, le mie emozioni. Col trascorrere del tempo si è fatta sempre più forte la voglia di condividere con gli altri tutto questo, e da quel momento ho iniziato a pensare alla pubblicazione di un libro.

Hai pubblicato un saggio scientifico all’interno del libro “Prevenzione e qualità della vita. Il ruolo degli educatori nel lavoro con i minori”. Di cosa parla?
Ho scritto questo mio primo saggio nel 2009. E’ stata una bella opportunità e soddisfazione personale per far conoscere meglio il mio lavoro e le varie realtà difficili che ci sono. Ho voluto raccontare in poche ma intense pagine il mio lavoro di educatore professionale all’interno della comunità terapeutica di Roma “Villa Maraini”, parlando della tossicodipendenza, delle cause, delle conseguenze, del carcere e di come si possa anche decidere di cambiare vita. La vita è fatta di scelte ed è importante volersi rialzare, riprendendo in mano la propria vita e soprattutto non aver mai paura di chiedere aiuto.

Con la tua scrittura ti sei avvicinata al mondo dei bambini pubblicando il libro “Amicizie magiche”. Come è nata l’idea?
L’idea di scrivere un libro per bambini è nata una sera per caso. Molto mi ha aiutato anche il mio lavoro con loro e questo, mi ha permesso di conoscere e capire meglio il mondo, visto dai loro occhi. Il loro mondo è fragile, ma anche molto colorato e soprattutto esprimono i loro pensieri ed emozioni senza filtro. Ho voluto scrivere poche ed intense favole, diverse, ma unite tutte dal valore dell’amicizia. Ogni storia esalta in modo semplice e diretto diversi valori, tra cui anche l’altruismo, e l’accettazione dell’altro. L’ho scritto sia per trasmettere l’importanza della lettura ai piccoli, ma anche per i genitori che dovrebbero condividere di più questo spazio con i loro piccoli, tramite il dialogo e il confronto. La vita di adesso è per tutti molto frenetica, però penso che i piccoli debbano leggere un po’ di più e stare di meno davanti alla televisione.

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“Chi parla poco, ha gli occhi che fanno rumore”, è il titolo del tuo libro. Cosa tratta?
Il mio secondo libro racconta di quanto un incontro casuale, nella nostra vita quotidiana possa cambiarci la vita. Ho voluto scrivere qualcosa di reale, e raccontare la realtà difficile dei senza fissa dimora, che ci sono nelle varie città. Questo libro si basa sull’incontro tra una semplice ragazza e un signore che vive per strada. Non è stato facile scriverlo, ma sono stata felice di averlo fatto. Ho voluto dar voce, a delle persone che hanno delle storie, delle emozioni e che nessuno deve mai esser lasciato solo, soprattutto se vive una situazione difficile.

Che messaggio vuoi mandare con i tuoi scritti?
Sono due scritti totalmente diversi, entrambi scritti col cuore. Con il primo libro ” Amicizie magiche”, i messaggi che ho voluto mandare sono diversi, ovvero l’importanza di alcuni valori da coltivare sempre nella vita, come l’amicizia, l’altruismo, la voglia di continuare a sognare sempre e l’accettazione dell’altro. Mentre con il secondo “Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore “, ho voluto esaltare l’importanza del dialogo con gli altri, del saper ascoltare e capire , senza aver pregiudizi né indifferenza verso chi vive situazioni difficili. Perché purtroppo la società di adesso tende a trasmettere valori basati solo sull’apparenza. Spesso bisogna fermarsi, riflettere e guardarsi intorno, aiutando chi è in difficoltà. A volte basta anche solo un gesto o una parola per aiutare le persone.

Un tuo parere sul mondo dell’editoria in Italia?
Il mondo dell’ editoria in Italia per me non dovrebbe chiedere mai nessun tipo di contributo agli autori che vogliono pubblicare un libro. Sinceramente ce ne sono troppe così, e non va bene. Per fortuna ci sono queste case editrici oneste che non chiedono nulla, per la pubblicazione di un libro, ed una è la mia, la LFA Publisher di Napoli, e ne sono davvero felice di farne parte.

Attualmente in cosa sei impegnata?
Adesso sono impegnata con diverse promozioni legate al mio secondo libro, per farlo conoscere meglio e di più, tramite le varie interviste anche in radio, firma copie ed altro.

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Progetti?
Ho diversi progetti in mente e spero di realizzarli. Sono diversi, tra cui scrivere ancora altri libri e magari riuscire a realizzarmi come scrittrice.

Vuoi aggiungere altro?
Vorrei ringraziare Sledet.com per avermi dato questo spazio, e dire ai lettori di comprare il mio libro, soprattutto ora che si sta avvicinando il Natale. Si trova online e in libreria sia cartaceo che in ebook. Mi raccomando seguitemi sulla mia pagina di Fb dove ci sono i diversi aggiornamenti facebook.com/SilviaBrindisiOfficialPage e sul mio sito SilviaBrindisi.it. Non smettete mai di credere in voi stessi e nei vostri sogni, non mollate mai. “Ogni incontro può cambiarti la vita “.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Silvia Brindisi.

Foto Massimiliano Rocchi

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