Doris Simone: Io, il Cinema e la mia vita da attrice


Doris Simone, pugliese doc, è una nuova promessa del Cinema Italiano


Articolo di Laura Gorini

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Torna alla carica Doris Simone, ora simpaticissima protagonista de La mia vita è un film. Un film ricco di humour e situazioni esilaranti, ma che tocca anche temi complessi come la violenza sulle donne e il senso di diffidare dal social network. Una trama avvincente e una empatica protagonista rendono questo film un’ottima scelta per ragazzi e non solo. Ironica, intelligente e scanzonata, Doris Simone è una peste, ma con un lato dolce e sentimentale, meno cinico di Diana Ferrara, il personaggio da lei interpretato nel film. Diana vive e lavora in una agenzia viaggi a Bari. La sua vita cambia, quando un giorno decide di iscriversi ad una chat per incontrare l’anima gemella. Conosce così un ragazzo, che però nasconderà la sua versa identità, dietro il profilo dell’Arsenio Lupin, subendo una violenza. Queste le anticipazioni sulla pellicola, nella sale del cinema italiano di serie A, a partire da fine dicembre 2016. Doris ha 28 anni, e da quattro anni ha interpretato vari ruoli. E’ una donna molto attiva e sportiva e da vera Pugliese molto calda. La sua carriera è iniziata prestissimo a 21 anni alla conduzione di un programma tv sulla piattaforma Sky con il conduttore Balestra e ha interpretato anche diversi ruoli cinematografici fino ad essere premiata dal grande attore Maurizio Mattioli all’accademia sonora di Napoli.

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La sua settimana tipo durante le registrazioni del film “La mia vita è un film “? “Abbiamo registrato dal lunedì al venerdì, per 3 settimane su 4, da sempre, Il venerdì ricevevo la sceneggiatura con tutte le battute della settimana successiva, ma di solito leggevo solo quella del giorno dopo, per non farmi influenzare.

E del suo personaggio dice: “Diana mi fa molto arrabbiare, perché nel film si fossilizza su un ragazzo mascherato nell’ Arsenio Lupin . Nel film si perde dietro la sua ossessione per Arsenio , è diventa inutile. Ho chiesto spesso agli sceneggiatori quando poteva ritornare ad essere una donna forte, ma per praticità loro preferiscono che i personaggi restino su un binario fisso.”

 

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