Più accecante della notte: intervista al regista Diego Bonuccelli


Protagonista del cortometraggio dal titolo “Più accecante della notte” in veste di perfido usuraio, l’attore Giorgio Panariello 


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Occhi puntati sul giovane regista Diego Bonuccelli che, quando si parla di portare sul set progetti di spessore, è sempre in prima linea. I suoi lavori riscuotono sempre un favore positivo da parte sia del pubblico che della critica, come nel caso del cortometraggio “XII844” che ha vinto cinque premi a Trieste, a Genova, al Valsusa Film Festival e due Festival locali Camaiore e Pietrasanta. Attualmente Bonuccelli ha portato sul set un action noir che narra la difficile storia di un uomo che sommerso dai debiti prodotti dal vizio per il gioco, cade nelle mani di un usuraio violento. Ad interpretare il ruolo del tremendo usuraio, è l’attore Giorgio Panariello. Un film con un tema sociale quello trattato dal talentuoso regista Bonuccelli, che ha dimostrato che non è necessario avere un budget elevato per portare sul set prodotti di qualità, ma è sufficiente avere professionalità, una buona preparazione nel settore, e la disponibilità da parte di attori famosi e non, che credono nel progetto, come nel caso di Panariello. Il moto di Diego Bonuccelli infatti è: niente è impossibile. E come dar lui torto! 

Se ti chiedessi di raccontarti, cosa risponderesti? 
Sono un ragazzo normale di 23 anni che fin da bambino si è avvicinato al cinema, pur facendo anche altro, come studiare o praticare sport.

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Per quanto riguarda la tua formazione nel campo della regia, sei un autodidatta?
Sono totalmente autodidatta, avendo visto migliaia di film fin da piccolo, per me è stato naturale cercare di riprodurre quelle storie, scene, immagini che ho metabolizzato nel tempo, naturalmente mettendoci del mio; intorno ai 12 anni con mia sorella e mia nonna ho cominciato girando per gioco diversi cortometraggi divertenti.

Quando è stato il tuo vero esordio?
Il vero esordio è stato nel gennaio del 2013 quando ho iniziato a girare un cortometraggio grottesco di 13 minuti “Super Carla” con mia nonna nelle vesti di una improbabile eroina.

Vuoi parlare del tuo percorso lavorativo? 
Dopo ho girato un mediometraggio western di 43 minuti e a seguire un cortometraggio di tre minuti “The day of the partisan” citato anche sulla rivista americana “Hollywood Reporter” in quanto inserito in un docu-film di un regista Italo Canadese che ha vinto, tra l’altro, anche il festival di Locarno.

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“Welcome to Elderstorm” è stato il tuo primo lungometraggio?
Sì nel 2014 è uscito “Welcome to Elderstorm” 82 minuti di azione ambientato in una colonia penale negli Stati Uniti di America del 1913. Centoventicinque tra attori e comparse circa otto, nove mesi di lavoro.

Successivamente hai girato “5 Maschere”?
Esatto che è uscito nel 2015, un film d’azione con protagonisti cinque rapinatori. Anche in questo caso ci sono voluti mesi di lavoro, ma ne è uscito qualcosa di molto valido.

Qual è il genere che prediligi portare sul set?
Ho provato con generi diversi, ma soprattutto azione.

Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato in questo settore?
La difficoltà più grande e forse l’unica, l’impossibilità a distribuire i miei lavori. Ho potuto fare solo proiezioni nella mia Versilia (con grandi numeri e ottime critiche) ma al di fuori nessuno mai si è fatto avanti o ha ascoltato le mie proposte. Non avere mai chiesto denari pubblici ne privati, essere riuscito con piccole risorse personali e senza allestimenti di carrozzoni mangiasoldi probabilmente si viene alienati dalla casta.

Vuoi dare un tuo parere sull’industria cinematografica italiana? 
Esclude i giovani e chi fa qualcosa di diverso, tranne rarissime eccezioni.
Tu sei una sorta di factotum sul set, ovvero curi la regia, la sceneggiatura e il montaggio.

Scelta voluta, o subita per via dello scarso budget a disposizione?
Per due ragioni: il budget a zero e anche perché mi piace dare un taglio totalmente mio ai film e quindi ho avuto alcune persone che mi aiutano ma la regia, il montaggio e la sceneggiatura le seguo direttamente.

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Hai diretto il cortometraggio “Più accecante della notte”, che vede protagonista l’attore Giorgio Panariello. Di cosa parla?
E’ definibile come un action-noir, narra la storia difficile di un uomo che sommerso dai debiti, prodotti dal vizio per il gioco, cade nelle mani di un usuraio violento interpretato da Panariello.

Che messaggio vuoi portare con questo film?
Nessuno esaustivamente, ma il film ha però al centro temi come l’usura e la dipendenza dal gioco.

Come è nata l’idea?
E’ una sceneggiatura nata due anni fa, pensata nei momenti liberi dallo studio e dalle riprese di altri film, suggerita dalla cronaca nera sempre più ricca di fenomeni legati alle dipendenze.

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Da chi è composto il cast?
Giorgio Panariello, Francesco Baldi, Silvia Barbieri, Massimo Pasquini e Stefano Martinelli.

Come è caduta la scelta su Panariello?
Panariello è amico da lunga data di un nostro amico e avevo pensato a lui convinto che sarebbe stato bene nei panni del “cattivo”. Ci abbiamo provato, e fortunatamente ha dato la propria disponibilità.

Cosa puoi dire lavorativamente parlando su di lui?
E’ stato molto professionale, disponibile e simpatico.

Racconti un aneddoto divertente accaduto durante le riprese del film? 
Sono tantissimi, ma i più significativi anche se divertenti lo sono a raccontarli oggi ma non quando sono successi: uno è quello di quando il protagonista di “5 Maschere” cadde da un furgone in corsa suscitando qualche risata subito dopo esserci accertati che non si era fatto niente. Oppure quelle due volte in cui è venuta la Polizia sul set, chiamata da cittadini poco collaborativi che ci avevano visto girare con armi alla mano, naturalmente e fortunatamente avevamo le autorizzazioni.

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Quando si potrà vedere “Più accecante della notte”?
Il cortometraggio di 20 minuti è pronto ma sono fermo perché ho la speranza di farlo diventare un lungometraggio se riuscissi ad avere un’azienda che mi vorrà aiutare a distribuirlo.

Come sei sul set, un bacchettone o un amicone?
Con molti attori c’è confidenza e c’è spazio anche per fare due risate, ma sono comunque determinato a realizzare quanto previsto mentre giriamo e quindi scandisco i tempi del lavoro con determinazione.

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Sei stato premiato a Trieste durante il Festival “I Corti dei Fabbri” per il tuo ultimo lavoro dal titolo “XII844”?
Il cortometraggio “XII844” ha vinto cinque premi a Trieste, a Genova, al Valsusa Film Festival e due Festival locali Camaiore e Pietrasanta. Questo cortometraggio che narra in maniera originale la strage di S.Anna di Stazzema, oltre ai premi, ha avuto altre vetrine ed è stato proiettato al Lucca Film Festival fuori concorso, al Museo della Resistenza di Torino e al Museo di Sant’Anna di Stazzema.

Attualmente in cosa sei impegnato?
In attesa di capire cosa succederà con “Più accecante della notte” sto pensando ad altri soggetti.

Progetti?
Se venissero offerte sono anche interessato a realizzare video artistici, musicali o altro per finanziare un nuovo film.

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Vuoi lasciare un messaggio ai lettori di Sledet.com?
Dopo avere girato con poche centinaia di euro, e quasi da solo, due lungometraggi e diversi cortometraggi il messaggio che lascio ai lettori di Sledet.com non può essere che: “niente è impossibile”.

Vuoi aggiungere altro?
Un appello a chi può aiutarmi per distribuire i miei lavori e darmi così la possibilità di continuare a fare il regista che vorrei divenisse il mio lavoro per sempre.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Diego Bonuccelli, e ad maiora!

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