Chiacchierando con Pietro Cinieri, regista del fan movie The Crow Shreds of Memories


The Crow Shreds of Memories ha vinto sei premi al Rome Web Awards, un premio d’onore al Superhero Short Film Festival di Hollywood ed è in concorso in vari festival internazionali


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Muove i suoi primi passi nel mondo della musica, Pietro Cinieri per poi avvicinarsi al mondo della fotografia e della regia. Il giovane e talentuoso regista ha iniziato il suo percorso lavorativo come autodidatta. Le prime esperienze sul campo le ha avute lavorando in videoclip musicali, e per perfezionarsi sul campo ha seguito diversi corsi di fotografia e video editing. Cinieri ha fondato la casa di produzione ArtemikaStudio e ha diretto e prodotto il fan movie “The Crow Shreds of Memories” che ha vinto sei premi al Rome Web Awards, e un premio d’onore al Superhero Short Film Festival di Hollywood. Attualmente The Crow è in concorso in vari festival internazionali. Il regista Pietro Cinieri è impegnato sulla post-produzione di un cortometraggio Noir, mentre prossimamente uscirà “Metropolitan Legends”, la sua mia prima web series.

Se ti chiedessi di raccontarti, cosa risponderesti?
Mi definisco una persona creativa, sempre pronto a imparare. Nutro molteplici passioni, sono un sognatore e non smetterò mai di credere nei miei sogni e lotterò per essi.

Nasci come musicista, come è avvenuto in seguito il passaggio alla regia?
Sì, nasco come musicista ma non nego che l’amore per il cinema viaggiava di pari passo. Ho studiato pianoforte per un paio d’anni, poi chitarra, e infine ho trovato la pace con la batteria. La musica mi ha portato a suonare un po’ in tutta Italia e a conoscere realtà diverse. Da adolescente mi divertivo con amici a girare dei video amatoriali, ispirandomi alle pellicole americane. Successivamente mi sono avvicinato alla fotografia, prestando servizio per manifestazioni e locali pugliesi, fino a quando un giorno non mi sono ritrovato come fotografo di backstage sul set di una web series, e in quel momento la magia del set cinematografico mi ha catturato, portandomi dietro la cinepresa.

Qual è stato il tuo percorso artistico?
Ho iniziato come autodidatta, per poi passare all’esperienza diretta sul set. Le prime esperienze sono legate ai videoclip musicali, vere palestre, che mi hanno consentito di imparare velocemente. Ho seguito in seguito corsi di fotografia e video editing, per affinare quelle tecniche che avevo appreso. Inoltre, il continuo confronto con attori e colleghi del settore, ha ampliato la mia visione. Come disse una volta Stanley Kubrick: il miglior modo per imparare a fare un film è farne uno.

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Hai diretto il fan movie su “The Crow”. Come è nata l’idea?
L’idea nasce in quanto amante del film di Proyas, e spinto dalla passione per il cinema. Mi sono sempre occupato di videoclip musicali e volevo addentrarmi anche nel cinema indipendente. Ho pensato che un fan movie potesse essere la scelta migliore per iniziare.

Per quale motivo?
Perché avrebbe avuto maggiore attenzione soprattutto dai fan.

Quando si è concretizzato il tuo progetto?
Si è concretizzato dopo il mio incontro con James O’Barr a Milano. Il suo “in bocca al lupo” mi ha dato la forza di iniziare questo progetto con tutte le difficoltà di una produzione a budget zero.

Quali differenze vi sono rispetto al fumetto Il Corvo “The Crow”?
Il nostro non è un remake, ma un omaggio al talento di James O’Barr e alla memoria di Brandon Lee. Abbiamo cercato di fondere alcuni elementi del fumetto, tralasciati nel film originale, con alcuni del film stesso. Molti fan hanno subito percepito diverse somiglianze con il fumetto, tra cui l’uccisione della coppia.

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In che modo lo descriveresti ai lettori?
Il film è un viaggio nell’animo di Eric, che ci mostra i suoi tormenti e le sue lotte interiori.

Come lo definiresti?
Lo definirei emozionante per la carica emotiva che trasmette. Grande spazio è lasciato anche ai momenti di dolcezza e romanticismo, accompagnati da scene più crude che mostrano al lettore quanto un uomo ferito possa a sua volta ferire.

Nel film tu non sei solo il regista. Come mai hai scelto di occuparti di altri settori?
Diciamo che ho sempre lavorato come regista, DoP e montaggista. In questo prodotto ho dovuto ricoprire anche altri ruoli per problemi di budget. Avrei preferito occuparmi solo della regia, ma adoro stare dietro alla camera e studiare ogni singola inquadratura. Prima di girare una scena, ho già tutto in testa. Comunque è stata una grossa responsabilità, ma alla fine tutto è andato per il meglio.

Da chi è composto il cast?
Cast, crew e colonna sonora sono made in Puglia. Il progetto nasce anche per valorizzare i talenti del nostro territorio. Il cast vede la partecipazione di vari nomi del cinema indipendente e la collaborazione di Vito Napolitano, volto noto per diverse fiction Rai e Mediaset.

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Vuoi raccontare un aneddoto divertente durante le riprese?
Uno dei momenti più divertenti è legato alle ultime riprese. Per esigenze personali, dati i mesi di fermo per problemi tecnici, l’attore principale ha dovuto tagliare i capelli. E quando abbiamo ripreso a girare, si è ovviato al problema con una parrucca, la quale ogni due ciak doveva essere risistemata sulla testa.

Quali sono state le principali difficoltà che hai trovato per portare avanti questo progetto?
Tante difficoltà soprattutto per chi è alle prime armi e non ha un budget. Abbiamo dovuto perdere mesi per la ricerca delle location, affinché l’atmosfera fosse quanto più dark possibile. Inoltre abbiamo dovuto acquistare alcune attrezzature, fondamentali per poter girare il film. Nonostante questo, abbiamo riscontrato problemi con la gestione dell’audio, perché la strumentazione era comunque limitata. Insomma, tanto sudore ma anche tanta soddisfazione.

Chi volesse vedere The Crow dove può farlo?
The Crow uscì il 17 Aprile 2015 in anteprima nazionale al Cartoomics di Milano e successivamente venne reso pubblico anche su YouTube. Attualmente il fan film vanta 100.000 views e potete trovarlo su youtube.com/watch

Da chi è stato prodotto?
Il film è stato prodotto da me con la collaborazione di Alessia Coppola, Daniele Cervellera e Davide Preite. Mio padre invece si è prestato come attrezzista, costruendomi un dolly per alcune riprese.

Cosa vuol dire gestire una casa di produzione, e nel tuo caso l’ArtemikaStudio?
Indubbiamente comporta notevoli responsabilità, ma anche il piacere di sapere di aver creato qualcosa. ArtemikaStudio per me è soltanto il primo passo verso il raggiungimento del mio obiettivo. Ed è bello condividerlo con altre persone, che con il loro talento e la loro disponibilità contribuiscono a far crescere il progetto.

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Avete ricevuto dei premi?
Il film ha già vinto 6 premi al Rome Web Awards, tra cui miglior regia, e un premio d’onore al Superhero Short Film Festival di Hollywood.

Il film è in concorso in diversi festival internazionali?
Attualmente è in concorso nei seguenti festival: Digi-Con Events 2016 – Doncaster (UK), MartialCon Film Festival 2016 – Long Beach (California), Phoenix Comicon Film Festival 2016 – Arizona (USA), Gen Con Film Festival 2016 – Seattle (USA), London Comic Con 2016 – London (UK), Boston Comic Con 2016 – Boston (USA), Fright Night Film Fest 2016 – Louisville (USA).

Attualmente in cosa sei impegnato?
Attualmente sono a lavoro sulla post-produzione di un cortometraggio Noir. Prossimamente uscirà anche la mia prima web series intitolata “Metropolitan Legends” e che narrerà appunto leggende metropolitane.

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Per chi volesse seguire i miei lavori, può farlo tramite la mia pagina facebook.com/pietrocinierifanpage e poi ringrazio Sledet.com, per questa bella chiacchierata. Ah dimenticavo…andate al cinema, sempre!

Sledet.com ringrazia per l’intervista Pietro Cinieri, e ad maiora!

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