Intervista all’Osservatore Calcistico Abilitato F.I.G.C. dell’AlbinoLeffe e autore del primo libro per Osservatori Marco Borri


Un settore quello del calcio, che sembra essere un segno di riconoscimento in casa Borri. Tre fratelli gemelli con la stessa passione, quella per il calcio


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Lavora all’AlbinoLeffe in qualità di Responsabile Scouting per il settore giovanile Milano, e in più collabora per la prima squadra, osservando i campionati di serie D, alla ricerca di atleti per la loro Lega Pro, l’esperto e qualificato Osservatore Calcistico Marco Borri. Una figura professionale la sua, che si caratterizza principalmente per due importanti mansioni in ambito calcistico quali: lo scouting del giocatore e della squadra avversaria. Un settore, quello del calcio, che sembra essere un segno di riconoscimento in casa Borri. Tre fratelli gemelli e tutti con la stessa passione, quella per il calcio. Marco, Osservatore Calcistico presso l’AlbinoLeffe e Fabrizio e Daniele che lavorano entrambi per la Juventus. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Marco Borri, che ha spiegato non solo in cosa consiste la figura dell’Osservatore Calcistico ma anche di cosa si occupano nel calcio i suoi fratelli.

Lei è un Osservatore calcistico, potrebbe spiegare in cosa consiste il suo lavoro?
E’ una figura che è stata ufficializzata dalla Federazione da poco tempo, esattamente dall’ aprile 2015. L’Osservatore Calcistico ha principalmente due mansioni: lo “scouting del giocatore” che consiste nella ricerca di talenti, di calciatori funzionali alla realtà per la quale si lavora e lo “scouting della squadra avversaria”, cioè andare ad analizzare la squadra rivale. In ultimo, anche se decisamente meno comune come attività, è lo “scouting dell’allenatore”.

Per quale motivo si va ad analizzare la squadra avversaria?
Per dare delle informazioni tecnico-tattiche, psicologiche, di condizione globale sulla squadra che ci si ritroverà ad affrontare. L’allenatore così potrà preparare al meglio la partita che si disputerà proprio con gli avversari osservati. Generalmente quest’analisi viene fatta 15 giorni prima del match.

Quando è nata la sua passione per questo lavoro?
Ho la fortuna di lavorare all’AlbinoLeffe che è una società che per storia, strutture e filosofia crede tanto in questa figura. In passato giocavo a calcio, quindi diciamo che ho sempre avuto questa passione. Poi smisi di giocare, anche se continuavo a seguire a distanza i miei fratelli che, avendo fatto Scienze Motorie lavoravano e lavorano nell’ambito calcistico: uno come allenatore dei portieri e l’altro come preparatore atletico. Ho iniziato ad avvicinarmi a questa figura professionale seguendo delle partite, frequentando dei corsi privati, che al tempo erano l’unica risorsa a livello culturale che veniva fornita per potersi dare un minimo di competenza e professionalità come osservatore.

Poi?
Dopo una breve parentesi all’Aldini Bariviera, mi sono proposto all’A.S. Varese 1910 portando come curriculum una relazione di un giocatore che avevo visionato. Non ho chiesto niente a livello economico, ed è un po’ il consiglio che do a coloro che iniziano.

Per quale motivo?
Iniziare senza pretese in questo senso è utile per far conoscere le proprie capacità professionali; il mio intento anzitutto era, ed è, quello di imparare e dimostrare.

In cambio non chiedeva proprio niente?
Ovviamente chiedevo che mi riconoscessero almeno un tesserino ufficiale che dimostrasse che io stavo lavorando per loro. Inoltre, desideravo un confronto, e poter partecipare alle riunioni dell’area scouting.

La scelsero?
Sì, nel settore giovanile, e questo è stato l’inizio del professionismo. Nel Varese ho fatto due anni, portando anche dei buoni risultati. Tutto questo anche grazie ad uno staff di osservatori di spessore sia umano sia professionale: Angelo Levantaci, Angelo Borsani, Riccardo Brandinali, Giuseppe Besozzi, Ferruccio Canters coordinati dal capo scouting Roberto Verdelli.

Dal Varese è passato all’AlbinoLeffe. Come è avvenuto questo passaggio?
Scrissi nel 2014 il mio primo libro dedicato alla figura dell’osservatore, poi nel 2015 frequentai il primo Corso Federale a Coverciano e dopo il fallimento societario del Varese, mi proposi all’AlbinoLeffe mandando il mio curriculum, e loro mi presero.

Quali sono le sue mansioni?
Sono il Responsabile per quanto riguarda il settore giovanile Milano, e collaboro per la prima squadra, osservando principalmente i campionati di serie D, alla ricercare di atleti per la nostra Lega Pro.

10639616_305041846348483_2465456499183536136_nCome si diventa Osservatore calcistico?
Ufficialmente oggi si diventa Osservatore calcistico frequentando il corso F.I.G.C. di Osservatore Calcistico per Società Professionistiche a Coverciano. Da qui poi, superati il test di ingresso e gli esami interni durante il corso, si ottiene l’abilitazione di Osservatore.

Quali sono le caratteristiche che lei cerca in un giovane calciatore?
Su questo mi permetto di fare un po’ di chiarezza, perché diciamo che le caratteristiche che si cercano sono in funzione del modello di atleta che la società utilizza come riferimento, a volte anche in relazione al ruolo. In generale però le caratteristiche che uno scout deve osservare si riferiscono a: caratteristiche fisiche, capacità condizionali, capacità coordinative, caratteristiche tecniche, caratteristiche tattiche e caratteristiche caratteriali/comportamentali.

Può essere più preciso?
Non è detto che il giocatore che ricerca l’AlbinoLeffe abbia le stesse caratteristiche del giocatore che viene ricercato da altre società. A Varese, al tempo in serie B, i parametri di selezione erano diversi da quelli che adotto oggi a Bergamo. Per questo diciamo che se si lavora per un club, le caratteristiche che si vanno a ricercare sono quelle dettate dalle direttive societarie e dalla “filosofia scouting”.

Lei cosa reputa importante in un calciatore?
Per un giocatore sicuramente è importante la fluidità di movimento, la qualità di corsa e di appoggi; il calciatore è un atleta e quindi l’aspetto motorio è fondamentale. In generale cerco di cogliere tutto ciò che emerge come naturalezza nella fluidità di movimento sia con che senza palla. Ricerco una struttura fisica armonica nel suo insieme. Di certo però, su tutti, gli aspetti cognitivi sono quelli su cui si costruisce un giocatore di calcio.

Qual è stata la principale difficoltà che ha trovato nell’inserirsi in questo settore?
Francamente per come mi sono posto io, offrendo quindi la mia prestazione gratuita, non ho trovato difficoltà. E’ chiaro poi, che si offre un servizio gratuito solo all’inizio, perché dopo il lavoro e la professionalità vanno riconosciute anche economicamente. Per iniziare la gratuità può andar bene, anche perché si apprendono tante cose e ci si da la possibilità di conoscere e farsi conoscere. E’ fondamentale imparare e confrontarsi con tutti.

In percentuale quanti ragazzi risultano essere dei veri talenti?
Bisogna essere consapevoli del fatto che sono più i giocatori che si sbagliano, rispetto a quelli che “si centrano”. Va considerato che tra i calciatori, nei professionisti ne arriva uno ogni trentamila. Da questo dato statistico emerge che sono più quelli che si sbagliano rispetto a quelli che si “indovinano”, ma non perché non si individua il giocatore di qualità e prospettiva, ma perché le dinamiche che portano a far si che il ragazzo arrivi e si confermi nei professionisti sono molteplici.

Si vocifera che gli osservatori in Italia si basano di più sul fisico, rispetto alle caratteristiche tecnico-tattiche?
Quando stavo al Varese non avevamo un modello morfologico-fisico di riferimento e, quindi, tutti i giocatori che reputavamo di qualità e prospettiva, che fossero: alti, bassi, esili, strutturati, tecnici ecc, li segnalavamo. All’AlbinoLeffe, invece, l’aspetto morfologico-fisico in relazione anche ad un modulo/sistema di riferimento, soprattutto in determinati ruoli, ha un peso specifico superiore. Cambia quindi, l’approccio nella valutazione dei giovani atleti. Detto questo però, è anche molto importante avere come riferimento il modello prestativo del giocatore di alto livello per poter effettuare tutte le considerazioni del caso, traslare quindi la realtà osservata nel breve, medio o lungo periodo (prospettiva) e poter intuire il reale valore dell’atleta.

Cosa intende?
Semplificando: i giocatori in Serie A, sono strutturati e veloci, questo nella valutazione della prospettiva dell’atleta lo scout lo deve tenere bene a mente. Il gioco del calcio oggi è spazio/tempo, ci sono molteplici cambi di direzione ecc.
Nel caso particolare dei portieri, per esempio, l’altezza è il peso sono oggi fondamentali. Recenti studi indicano come altezza del numero uno di massimo livello sia 187/190 centimetri per 90 Kg. E’ importante quindi conoscere, come le ho accennato, quali sono i riferimenti ai massimi livelli da sfruttare come base per le nostre analisi e riflessioni, anche per la valutazione della prospettiva dei giovani.

Lei è l’autore del primo libro per osservatori calcistici dal titolo “L’osservatore calcistico a 360°”. Come è nata l’idea?
L’idea è nata nel 2013 un po’ per gioco, nel senso che, mi ero accorto informandomi a mio tempo, che su questo tema non c’era un testo che potesse servire a chi voleva avvicinarsi a questo tipo di attività. All’epoca tra l’altro la figura non era ancora ufficializzata dalla Federazione. Ho iniziato a scrivere il manuale con un’idea chiara di ciò che volevo realizzare: fornire una panoramica del ruolo, rilasciare delle linee guida e una mia visione del mestiere.

Chi era il suo editore?
Quando ho iniziato a scriverlo, non avevo un editore. Una volta finito, ho contattato la “Calzetti & Mariucci Editori”, specializzata da anni in video e libri per lo sport che mi ha dato fiducia pubblicando il manoscritto nel settembre del 2014.

Il manuale raccoglie alcune testimonianze di esperti e qualificati operatori del settore?
Sì! Ho contattato professionisti che avevo avuto modo di conoscere durante il mio percorso, richiedendo la loro testimonianza per andare a completare proprio a 360° quella che era la mia visione di questo ruolo. In questo modo, grazie alla loro partecipazione, ho sicuramente impreziosito l’intero progetto editoriale.

Può fare alcuni nomi?
Certamente; i professionisti che si sono resi disponibili in questa avventura sono stati: Christian Androvich, Enrico Arcelli, Isabella Croce, Rino D’Agnelli, Filippo Fradegradi, Alessandro Sale, Secondina Sandri, Ferdinando Scarpello, Tommasi Pretti Sports e Roberto Verdelli.

Perché un giovane che vuole intraprendere questa professione dovrebbe leggere il suo manuale?
Innanzitutto per passione, e in secondo luogo perché è scritto in maniera molto semplice; per iniziare va più che bene. Il testo fornisce un quadro generale e delle linee guida a tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo mondo, agli addetti ai lavori, ma anche alle famiglie dei calciatori. Vengono trattate le tematiche legate sia allo scouting del giocatore sia all’analisi della squadra. Oggi comunque sono disponibili anche altri libri sull’argomento oltre al mio, quindi, c’è sicuramente più scelta per tutti rispetto a un tempo.

Il libro ha riscosso un grande successo?
Si! Sia io che l’editore siamo molto soddisfatti difatti, a ottobre 2016, è stata effettuata la ristampa.

Ha scritto un altro libro, può svelarci di cosa parla?
Ho scritto un altro libro che ho consegnato alcuni giorni fa, sempre con la Calzetti&Mariucci. Posso per il momento solo anticipare che questo manuale è completamente dedicato e approfondito, sullo scouting dell’atleta calciatore. Sono davvero entusiasta del risultato, sperò ti poter toccare con mano il prodotto finito entro la fine dell’anno; ci stiamo lavorando.

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Lei è l’ideatore e responsabile del sito 3borri.it – Il Calcio Da 3 Punti Di Vista. Vuol spiegare di cosa si tratta?
Sostanzialmente si tratta di una sorta di curriculum online con tutto quanto facciamo sia io che i miei fratelli nel calcio. Come recita la home del sito: “nasce con l’intento di presentare i 3 fratelli BORRI: 3 gemelli da sempre legati ed appassionati al mondo del calcio. Un Allenatore dei Portieri, un Preparatore Atletico, un Osservatore Calcistico, tre ruoli ben distinti nel settore, ma al contempo complementari!

All’interno del 3borri.it c’è una rubrica legata agli aspetti alimentari in campo sportivo?
Si del compianto Prof. Enrico Arcelli: è stato professore associato presso il Dipartimento di Scienze dello Sport, Nutrizione e Salute dell’Università degli Studi di Milano. Ha scritto più di ventitre libri, alcuni dei quali tradotti in lingue straniere. Si è sempre occupato di allenamento e alimentazione nello sport; ed è stato presidente dell’Equipe Enervit. Ha seguito atleti di svariate discipline di alto livello. Nel calcio, all’inizio degli anni 70, ha inventato la figura del preparatore atletico moderno introducendo nuovissime metodiche di allenamento ed approfondendo costantemente gli aspetti riguardanti la metodologia e la fisiologia di tale disciplina sportiva. Ha tenuto lezioni in varie università europee e conferenze in tutti i continenti, e ha scritto per importanti riviste specializzate. Dopo la sua scomparsa abbiamo deciso di continuare a pubblicare i suoi articoli, da lui gentilmente lasciati, per non dimenticare e continuare a tramandare i suoi insegnamenti.

Non trova un po’ curioso il fatto che, tutti e tre lavoriate in campo calcistico?
Qualcuno rimane un po’ meravigliato, ma non è il fatto che siamo gemelli che ci porta ad avere gli stessi interessi, infatti siamo tutti e tre diversi. La passione comune è dettata dal fatto che veniamo dalla stessa famiglia, e quindi è molto probabile che arrivando dalla stessa educazione, dalla stessa radice, le passioni e gli interessi siano comuni. Io sono all’AlbinoLeffe e i miei fratelli alla Juventus, e posso dire che tutto quel poco che abbiamo fatto in questo mondo è il frutto dello studio, della dedizione e del sacrificio sommato anche, ad un pizzico di fortuna, come in tutte le cose. Io però credo anche che, quest’ultima bisogna anche essere in grado di andarsela a cercare. Siamo figli di una maestra da poco in pensione e di un impiegato per una multinazionale francese, appassionato di calcio.

14632895_990807464362991_4593752079843888363_nSuo fratello Daniele, è l’allenatore dei portieri alla Juventus. Di chi si occupa per la precisione?
E’ allenatore dei portieri 2004 e collabora con Mr Claudio Filippi in prima squadra; ovviamente sempre per l’allenamento dei numeri uno.

Ed è proprio con Filippi che suo fratello ha scritto il libro “La tecnica del portiere – Didattica, allenamento e consigli pratici”(Edizioni Correre). Di cosa parla?
Presa, rialzata, parata in tuffo, uscita bassa, a contrasto, a muro, respinte di pugno, rilanci con i piedi e con le mani: questi i gesti tecnici fondamentali per il portiere.
Sono tutti spiegati e illustrati nel manuale scritto da Claudio Filippi (responsabile dell’area portieri e allenatore dei numeri uno della prima squadra della Juventus) e mio fratello Daniele. Il libro è dedicato a tutti gli allenatori dei portieri che desiderano conoscere e insegnare nel modo corretto la tecnica propria del ruolo. Grazie a una serie di sequenze fotografiche e di progressioni didattiche con esercitazioni, potete trovare tutto quello che c’è da sapere sulle gestualità dell’estremo difensore, oltre alla spiegazione del modello prestativo. “La tecnica va conosciuta prima di tutto e poi insegnata con le giuste progressioni didattiche. L’allenamento non può essere caotico, una sorta di minestrone in cui si fa tutto e di più. Deve essere un momento addestrativo in cui l’allenatore cura i particolari, le esecuzioni, un momento in cui si correggono le impostazioni sbagliate. Il messaggio è: torniamo a insegnare correttamente la tecnica, che era l’aspetto distintivo della scuola italiana, quella fatta di ripetizioni, gestualità ben eseguite, inserita in situazioni di gioco che si avvicinano al modello prestativo dell’estremo difensore” (C.Filippi – D. Borri)

copertina-libro-fInvece suo fratello Fabrizio, Preparatore Atletico Abilitato F.I.G.C., di cosa si occupa?
Fabrizio dopo varie esperienze come per esempio Como, Varese, all’Isokinetic (FIFA Medical Centre of Excellence), da quest’anno è nello staff della prima squadra bianconera come preparatore atletico con compiti mirati alla riabilitazione/recupero degli infortunati.

Anche Fabrizio ha scritto un libro, infatti é autore insieme a Ferretto Ferretti e Vanni Sartini de “La preparazione Precampionato” (Edizioni Correre). Vuol spiegare di cosa parla?
Il manuale di Fabrizio è a mio avviso molto interessante. Le riporto quanto può trovare sul mio sito 3borri.it: Giugno-Luglio, è tempo per ogni allenatore di programmare la stagione in arrivo. Un momento importante perché partire bene … aiuta. È quindi indispensabile organizzare il pre-campionato nel modo migliore, stabilendo la durata, il numero di allenamenti, i riposi e gli obiettivi tecnico-tattici e fisici. Anche se, a dire il vero, prima … «È necessario conoscere i giocatori, le loro caratteristiche e le interazioni che si possono creare – spiega Vanni Sartini, uno degli autori del terzo volume della collana gli Indispensabili.» Comunque, l’argomento pre-campionato ha sempre dato motivo di riflessione a tutti gli addetti ai lavori: i dubbi, le valutazioni sul da farsi sono sempre state parecchie e la moderna visione dell’allenamento ha cambiato alcuni presupposti fondamentali. Per capirci … «La teoria del “mettere fieno in cascina” o quella dei “grandi carichi senza mai usare il pallone” – sostiene Fabrizio Borri – sono tramontate. L’allenamento deve essere globale, integrato, con i diversi mezzi che si mescolano secondo un obiettivo comune…». E questo… «Soprattutto nei dilettanti – chiude Ferretto Ferretti– deve essere la modalità operativa principale. Dilettanti nella categoria e non nel modo di agire. Per questo motivo, abbiamo studiato questo testo unico nel suo genere: vogliamo fare chiarezza sui capisaldi della preparazione, che ormai non può essere intesa solo dal punto di vista fisico.»

Attualmente in cosa è impegnato?
Oltre all’attività di scouting, sono impegnato con la pubblicazione del mio nuovo libro. Quando riesco scrivo articoli per riviste o siti specializzati. Il 5 dicembre sarò relatore ad un corso al Torino Club di Gallarate (Scuola Calcio èlite Marco Parolo) incentrato sull’argomento: “osservatore-famiglie-ragazzi” con il supporto di altri operatori del settore: Riccardo Brandinali, Maurizio Vici, Carlo Zanantoni e Andrea Chiminazzo .

Progetti?
Ho in mente un altro libro, ma per il momento è soltanto un idea, anche se ho già una linea. Spero di poter continuare a lavorare in questo ambito, crescere e migliorare sempre.

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Ognuno di noi ha almeno un talento, vi auguro di poterlo scoprire e metterlo a frutto nella vostra vita.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Marco Borri, e per i gemelli Borri, ad maiora!

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