Tony Riggi: il poliziotto rocker impegnato nel sociale


Per vivere faccio il poliziotto è il titolo del primo album del rocker


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Si definisce un poliziotto che ama e che fa musica, il rocker Tony Riggi. La sua passione per la musica inizialmente gli ha causato dei notevoli problemi sul piano lavorativo, in quanto era fuori dai canoni vedere un poliziotto vestire dopo l’orario di lavoro, i panni di rocker. Ma è proprio la sua caparbietà e la sua evidente determinazione che non gli hanno messo limiti nel seguire i due percorsi scelti, ovvero quello al servizio della società e quello musicale. E per non lasciare niente al caso ha inciso il suo primo album dal titolo “Per vivere faccio il poliziotto”. Ogni riferimento non è casuale!

Se ti chiedessi di raccontarti, cosa risponderesti?
Che è talmente difficile che sto cercando qualcuno che lo faccia al posto mio!

La tua passione per la musica va a braccetto con il tuo lavoro di poliziotto o ti ha causato dei problemi?
Dal 2005 al 2010 mi ha causato notevoli problemi d’inserimento in quanto era anomalo un poliziotto rocker ma oggi sono fortunato e mi ritengo davvero tale dal momento che ho ottenuto delle conquiste.

Sei stato definito “Il poliziotto rocker”impegnato nel sociale?
Sì, poliziotto rocker, questa è una definizione che mi piace ma che non mi sono dato io, me l’hanno affibbiato i media.

Tu come ti definiresti?
Io mi definirei un poliziotto che ama e che fa musica.

Scrivi e componi le tue canzoni, che messaggio vuoi portare a chi ti ascolta?
Che siamo vibrazione fotonica e per tale motivo siamo parte integrante del mondo: la musica traduce vibrazioni di tutti i tipi. Diciamo che sono frequenze che vanno destinate e centinate con equilibrio perché producono effetti sulla società.

E’ uscito il tuo primo album dal titolo “Per vivere faccio il poliziotto”. Ogni riferimento è puramente casuale?
Non è casuale, anzi! Voglio dire che oggi per vivere in Italia bisogna lavorare e che la musica per la nostra società non è una mansione che può farti vivere tanto, e anzi, in certi casi non è considerato un vero lavoro.

Poliziotto o musicista?
Io sono impegnato nel sociale in primis come poliziotto e in secundis come musicista.

Vuoi parlare dell’album?
E’ un album variegato di momenti della mia vita un passaggio di pensieri, di modi di scrivere e di esperienze che mi hanno accompagnato nella mia doppia “vita”.

Cosa è per te il rock?
La musica rock dichiara nel suo modo di vibrare un momento nuovo di cambiamento storico e culturale e il mio lo è per noi poliziotti.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Sono impegnato nel continuo pensare registrare e scrivere tutto quello che ho da dire cantando alla mia amministrazione.

Progetti?
Progetto due nuovi album: il volume due di “Per vivere faccio il poliziotto” con dei brani molto diretti e particolarmente belli a mio dire con la collaborazione di vari altri grandi autori italiani ed internazionali, è un disco concepito in inglese che sarà il mio affacciarmi al mondo musicale internazionale.

Vuoi lasciare un messaggio ai lettori di Sledet.com?
Credere in ciò che si fa senza mai abbandonare la strada vecchia per quella nuova e anzi unire le strade che scoccano in nuovi orizzonti: solo così puoi ottenere cambiamenti e la direzione giusta puoi scoprirla solo durante il lavoro, non prima!

Vuoi aggiungere altro?
Rock on a tutti i lettori e ai miei fans.

 Sledet.com ringrazia per l’intervista Tony Riggi.

 

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