Andrea Caschetto: l’amico dei bambini in giro per gli orfanotrofi del mondo 1


La missione di Andrea Caschetto è quella di regalare un sorriso ai bambini meno fortunati


Intervista di Desirè Sara Serventi

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E’ la felicità il bagaglio a mano del giovane siciliano Andrea Caschetto, che con uno zaino in spalla gira li orfanotrofi del mondo per regalare un sorriso ai bambini meno fortunati. Gioca con loro donandoli risate, tanto da essere soprannominato ormai da tutti “l’amico dei bambini”, e sono proprio i bambini invece che gli danno tante gioie e che gli hanno insegnato ad essere felice con nulla. Ama la trasparenza Andrea, ed è proprio per questo che ha deciso di aprire su Facebook la sua pagina dove racconta giorno per giorno quello che fa nei suoi viaggi. Nessuna Onlus che lo sostenga e nessuna multinazionale che lo finanzia nel suo progetto: scelta, quest’ultima, voluta e non subita. A mobilitarsi per lui, per finanziare i suoi viaggi, sono spesso coloro che lo seguono nella sua pagina Facebook, che con delle raccolte fondi gli pagano il costo del biglietto. Discorso diverso, invece, per l’alloggio: il giovane infatti, sempre segnalando la richiesta di un soggiorno gratuito su fb, riceve ospitalità da persone che dimostrano sensibilità nei suoi confronti e nel progetto che porta avanti. E’ anche autore del libro che verrà a breve pubblicato “Dove nasce l’arcobaleno”, nel quale racconta la storia dei suoi viaggi; invece adesso lo zaino è quasi pronto per una nuova avventura all’insegna del sorriso.

Se ti chiedessi di definirti, cosa risponderesti?
Posso usare un termine che ormai mi dicono in tanti, “l’amico dei bambini”, un termine semplice, e molto carino.

Porti in giro per gli orfanotrofi del mondo un sorriso ai bambini, e regali loro degli attimi di felicità?
Sì regalo l’affetto, che comunque è una cosa molto egoistica.

Che cosa intendi dire?
E’ vero che vado ad aiutare loro, ma principalmente aiuto me stesso, perché anche se sto con loro solo un giorno sono sicuro che questi bambini non si dimenticheranno di me, come io non mi dimenticherò di loro.

Durante questi viaggi i bambini che cosa ti hanno insegnato?
Mi hanno insegnato ad essere felice con nulla. E poi si crea una spontaneità secondo dopo secondo, gioco dopo gioco, che è un qualcosa di straordinario perché io posso girare il mondo e toccare tutte le culture, ma alla fine dovunque vado i bambini danno la stessa risposta, indipendentemente dalla nazione dove mi trovo.

Qual è la risposta che danno?
La felicità, i sorrisi e la voglia di giocare.

Quando è nata in te questa passione?
Fin da quando ero piccolo mi prendevo cura dei più piccoli, mi comportavo in maniera fraterna e paterna con gli altri bambini. Poi dopo che sono tornato da un progetto al quale ho partecipato in Sudafrica nel 2009, quando avevo diciannove anni, mi ricordavo tutti i dettagli di questo viaggio, e mi sono detto che quel viaggio era stato proprio bello! Quindi ne ho voluto fare degli altri girando gli orfanotrofi, e da lì ho iniziato e non ho più smesso.

Sei appena rientrato dalla Tunisia con un’esperienza di viaggio un po’ diversa da quella a cui sei abituato?
Un viaggio diverso perché non è stato come gli altri incentrato sui bambini; c’era proprio la voglia di conoscere una cultura che è diversa rispetto alla nostra. E’ stata una bella esperienza, e chi mi ha ospitato mi ha fatto sentire parte della famiglia.

I tuoi viaggi sono all’insegna della sicurezza?
Cerco sempre di andare in posti sicuri, perché non voglio regalare preoccupazione a chi mi vuole bene. Prima di andare mi informo se possono essere pericolosi.

Ti è capitata una situazione pericolosa?
Un tentato omicidio in Colombia, ma preferisco non parlarne.

Hai deciso di raccontare i tuoi viaggi tramite la tua pagina Facebook Andrea Caschetto?
Per essere trasparente nei miei viaggi racconto tutto quello che faccio. Ci tenevo giorno per giorno a raccontare il giro del mondo negli orfanotrofi.

In un tuo post in maniera divertente hai scritto che “i bimbi sono proprio dei gran cafoni e maleducati”. Ci spieghi il significato di questa frase?
Era una battuta per dire che loro ci fanno ridere, ci fanno stare bene, ci fanno essere felici, senza nemmeno chiederci il permesso.

I viaggi da chi vengono finanziati?
I viaggi in giro negli orfanotrofi del 2015 sono stati fatti con quattromila euro di budget. Una ragazza a cui sono molto legato lavora per una compagnia di aerei, e quindi mi ha fatto avere dei grandi sconti sui biglietti.

Dove alloggi?
Mi metto in contatto tramite la mia pagina dove chiedo se conoscono persone disposte ad ospitarmi, e arrivano messaggi privati.

Parliamo di finanze?
Gli ultimi viaggi sono stati fatti con l’aiuto di alcune persone che li hanno pagati, come quello in Nigeria o in Kenya. Non sono un lavoratore e non ho una Onlus con la quale posso chiedere dei soldi.

Hai fatto partire una raccolta fondi per il pagamento di un tuo viaggio?
Una raccolta fondi dove vi era scritto il costo del biglietto aereo. Nel giro di qualche ora mi sono arrivati i soldi per finanziare il volo dalle persone che mi seguono su Facebook.

Hai mai ricevuto critiche per quello che fai?
Ho avuto solo due critiche da parte di due leghisti che dicevano di aiutare i bambini che stanno in Italia.

Riguardo le adozioni cosa puoi dire?
Dico che non si possono aspettare tanti anni per delle adozioni solo perché dietro c’è un giro enorme di soldi. Non si può speculare sui bambini!

Si è mai fatto avanti qualche sponsor?
Ho rifiutato di essere sponsorizzato da delle multinazionali.

Per quale motivo?
Perché erano delle multinazionali con dei nomi che non mi piacevano. Ci tengo a fare le cose in maniera trasparente.

Si vocifera che ti è stato proposto di entrare in politica?
Mi hanno proposto di entrare in politica, ma c’è un circolo troppo vizioso. Io cambierei molte cose, a partire proprio dagli stipendi. Mi fanno ridere gli stipendi dei politici che per fare riforme e contro riforme prendono uno stipendio esagerato.

Se tu potessi dire qualcosa a chi sta al vertice del potere, cosa diresti?
Gli direi di mettersi da parte e di far fare dei progetti a dei giovani scelti dal popolo, perché il Premier nazionale è stato eletto, ma non dal popolo, e noi siamo in una democrazia e quindi è un qualcosa di ridicolo. Direi di credere ai viaggiatori come me, che non sono dei viaggiatori che lo fanno per farsi una foto, ma sono dei viaggiatori che hanno conosciuto le culture, quindi dovrebbero prenderci come punto di riferimento per dei consigli.

Tu nello specifico che consiglio daresti?
Ai politici consiglierei tantissime cose, ovvero quelle che ho apprezzato di più nei viaggi. Una cosa che mi ha davvero colpito l’ho trovata in Uruguay, dove con gli scontrini che venivano rilasciati in qualsiasi posto, si detraevano i soldi dalla tasse. Quindi tutte le percentuali degli scontrini ottenuti andavano in vantaggio sia al compratore che al proprietario del locale, e tutti insistevano per fargli. In Perù invece c’era la raccolta dell’umidità che veniva trasformata in acqua. Forse anche in Italia si sta utilizzando, ma deve essere usata in maniera migliore: magari con il riciclaggio si potrebbero acquisire dei crediti da spendere nei supermercati.

Come definiresti la politica in Italia?
La politica italiana degli ultimi anni non la definisco democratica perché gli ultimi premier non sono stati eletti dal popolo. E poi la politica è un qualcosa di molto falso: tutti si alleano con partiti che prima criticano, perché in questa maniera prendono più voti. Non ho simboli in Italia, stimavo molto Giuliano Pisapia quando era sindaco di Milano.

Il viaggio che ti ha lasciato un qualcosa in più?
Quello che ho fatto in Kenya e che mi ha fatto conoscere Gaudi, un bambino che doveva subire un’operazione ma non aveva i soldi. Tramite la mia pagina Facebook ho creato una raccolta fondi dove il denaro andava direttamente alla Onlus che si è presa la responsabilità di fargli fare l’intervento. Io sono stato solo un tramite. Con la raccolta fondi l’intervento è stato fatto.

Il prossimo viaggio?
A settembre con un mio amico non vedente. Questo viaggio credo lo chiameremo “Il nostro sguardo”. Un viaggio particolare, che porterà anche lui per gli orfanotrofi del mondo.

Hai scritto un libro dal titolo “Dove nasce l’arcobaleno”. Che cosa racconta?
Il libro racconta la storia del mio giro del mondo negli orfanotrofi, anche con alcuni flash sul mio passato. Uscirà a metà ottobre in tutta Italia e si troverà nelle librerie. E’ pubblicata da una delle più grandi case editrici italiane, la Giunti.

E’ vero che ti piacerebbe presentare il libro nelle zone colpite dal terremoto nel centro Italia?
Mi piacerebbe presentare il libro in maniera gratuita per i terremotati. Voglio dare forza a queste famiglie.

Perché dovremmo leggere il tuo libro?
Io non lo consiglio a nessuno, se qualcuno lo vuole leggere può farlo per darmi dei consigli per fare un lavoro migliore.

Cosa porti ai bambini nei tuoi viaggi?
Musica, colori, e giochi. Non porto mai beni materiali perché personalmente penso sia antieducativo.

Puoi essere più chiaro?
E’ antieducativo perché i bambini altrimenti non vanno a scuola ma vanno a chiedere i soldi ai turisti, perché guadagnano di più. Se qualcuno vuole dare qualcosa la deve dare ai responsabili degli orfanotrofi, saranno poi loro che si occuperanno di ridarla in maniera naturale ai bambini, e non con il turista che va a trovarli.

Sei stato a Vishakhapatnam in India pochi mesi dopo il maremoto, e lì hai trovato tanti bambini con cui hai giocato e ti sei divertito. Che ricordo hai di quel viaggio?
Una cosa stranissima e che non mi aspettavo è stata che i bambini non avevano perso la loro voglia di giocare e scherzare, nonostante si vedessero tutti i muri distrutti davanti alle spiagge, come se non avessero mai avuto alcun problema. I bambini ci insegnano a essere felici.

Cosa sono per te i bambini?
I miei migliori amici. Bambini ed amici vanno a braccetto.

Cos’è per te la felicità?
Quello che vogliamo noi. Ci vuole l’immaginazione e la bravura di rappresentare il niente con un qualcosa di felice: quindi se uno è felice con niente, immaginati andando a giocare con i bambini nel mondo quanta felicità si ottiene. Consiglio a tutti di divertirsi con niente.

Vuoi lasciare un messaggio ai lettori?
Un messaggio che posso lasciare è quello di avere tanti sogni nel cassetto per far si che almeno qualcuno di questi si realizzi.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Andrea Caschetto.

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