Il bilancio delle vittime del sisma è drammatico


Lo sciame sismico ogni volta fa ricordare quanto la natura possa essere crudele e quanto piccoli siano gli uomini in questo universo


Articolo di Desirè Sara Serventi

terremoto

Si scava incessantemente e senza sosta sotto un cumulo di macerie nella speranza di trovare qualcuno ancora vivo. Il bilancio delle vittime è drammatico, almeno 250, ma purtroppo è un bilancio che non lascia presagire niente di buono, sono ancora tanti i dispersi. Una notte definita ormai la notte del terrore, che ha portato via con se le speranze, le illusioni, la felicità, la voglia di giocare, l’infanzia e l’adolescenza, per lasciare spazio alla morte. Bambini che non cresceranno mai, donne e uomini che non potranno mai coronare i loro desideri, ragazzi e ragazze che non andranno più a scuola, all’università, e famiglie che non sentiranno più l’amore e l’affetto di un caldo e accogliente casolare. I soccorritori e i volontari, o semplicemente definiti gli eroi per il loro mettersi al servizio degli altri, rischiano in primis, ma salvare la vita di qualcuno gli fa scordare tutto, perché il rischio è una cosa che non fa loro paura. Quello che chiedono però è il silenzio, un silenzio che serve per sentire se tra le macerie c’è il respiro di qualcuno. Il Centro Italia è in ginocchio, e chi sta fuori da queste zone colpite da questa catastrofe, non può che non pensare a quello che sta succedendo nel nostro Paese. La giornata di oggi porta con se un sole estivo malinconico, un sole che non è lo stesso, perché nell’aria si percepisce il dolore e il pianto di chi ormai, lacrime da versare non ne ha più. In pochi minuti tutto è cambiato, le vite delle persone sono mutate per sempre. E se arrivano messaggi istituzionali che incoraggiano su una tempestiva ricostruzione, dietro l’angolo ci sono persone che la ricostruzione non la potranno più fare, perché perdere un caro equivale a perdere una cosa che non è ricostruibile. Ma adesso non è tempo di parlare di ricostruzione, adesso è tempo di credere, credere che un miracolo faccia si che il numero delle vittime non sia destinato ad aumentare, e che sotto quelle macerie la vita sia ancora presente. Sentirsi nudi pur essendo vestiti, questo è quello che provano i terremotati. Gli sfollati non sentono il richiamo della fame, della sete, ma sentono la nostalgia delle persone che il terremoto si è portato via. E intanto, continua lo sciame sismico che ogni volta fa ricordare quanto la natura possa essere crudele e, quanto piccoli siano gli uomini in questo universo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *