L’ira irruenta e violenta della natura sul centro Italia


Continuano incessanti le operazioni di soccorso e solidarietà


Articolo di Desirè Sara Serventi

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Sono sufficienti dei secondi per mettere in ginocchio il centro Italia. 6.0: una cifra che rimarrà impressa a tutti coloro che si sono trovati a dover affrontare l’ira violenta e irruenta della natura. Un’ira che non permette di reagire, o di combattere, ma solo di cercare una via di scampo. Il terremoto ha colpito la vasta area fra Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria. Il sisma si è avvertito anche in Campania. Dopo questa notte di terrore niente sarà più come prima. Macerie al posto di abitazioni: macerie che un domani prenderanno vita con delle nuove costruzioni; ma non si può dire la stessa cosa di coloro che purtroppo sotto queste hanno perso la vita. Le operazioni di soccorso continuano incessanti in una morsa di silenzio e dignità. Un silenzio rigoroso nella speranza di sentire anche il minimo rumore che possa dare una speranza a chi attende di estrarre vivi i propri affetti, o dei perfetti sconosciuti, che però in quegli attimi diventano persone da salvare. Riuscire ad aprire le strade di accesso è importante per portare gli aiuti e i soccorsi necessari. Chi si appresta a scavare tra le macerie non avverte la fatica, perché è proprio in questi casi che la solidarietà e l’umanità delle persone raggiungono dei picchi impressionanti ed esemplari, dando la forza a questi eroi di continuare incessantemente. Intanto però il numero delle vittime continua ad aumentare e con esso quello dei feriti e dei dispersi. Quel che ora ci si auspica è che al disastro che ha travolto questa gente non si aggiunga l’abbandono e il disinteresse da parte dello Stato! Troppo spesso infatti volano discorsi e promosse da chi sta ai vertici del potere, che purtroppo però resteranno solo promesse e parole al vento, come nel caso dell’Aquila. Ormai gli italiani hanno smesso di credere ai tanti “Pinocchi” in giro sulle loro auto blu.

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