Indagini Dda il Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti chiede più tutela per i magistrati


Il Coordinamento Riferimenti esprime la sua preoccupazione sulla sovraesposizione dei magistrati titolari delle inchieste


Articolo di Desirè Sara Serventi

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In una nota Adriana Musella Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia fa sapere che “Alla luce delle recenti indagini della Dda di Reggio Calabria, Reghion e “Mamma Santissima” che hanno denunziato l’esistenza di un ramificato sistema occulto sovvertitore delle regole democratiche e tuttora dominante Il Coordinamento Riferimenti, esprimendo la propria preoccupazione sulla sovraesposizione dei magistrati titolari delle inchieste, considerando la virulenza dell’organizzazione in oggetto e dei soggetti coinvolti, chiede agli Organi preposti che siano rafforzate le misure atte a garantire la sicurezza degli stessi. Non sfugge a nessuno, infatti che l’enorme mole di lavoro fa capo sempre e comune al nome di alcuni inquirenti. In considerazione di questo, al fine di assicurare l’affermazione della verità col prosieguo in tempi rapidi delle indagini, solo all’inizio, a quanto pare, Il Coordinamento Riferimenti chiede se non sia il caso di affiancare il nome di altri magistrati ai titolari delle inchieste in atto. Ben conoscendo la situazione degli uffici giudiziari di Reggio Calabria, in sofferenza per carenza di mezzi e di uomini, Riferimenti chiede al Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti di valutare l’opportunità del distacco di alcune unità dalla Direzione Nazionale Antimafia alla Dda di Reggio Calabria. Antonino Caponnetto col pool di Palermo ma anche lo stesso Roberti e Cafiero De Raho, hanno dimostrato la grande utilità del lavoro di squadra sia per evitare la sovraesposizione di alcuni, sia per accorciare i tempi della giustizia che in questo caso ha moltissimo materiale cui far fronte”.

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