Intervista al rapper Lazy Haze


Ha iniziato il suo percorso nel mondo della musica come autodidatta il rapper Marco Buccellato, in arte Lazy Haze


Intervista di Desirè Sara Serventi

Marco Buccellato

E’ riuscito a trovare il corretto mix tra rap e melodia il rapper Marco Buccellato, in arte Lazy Haze. La sua passione per la musica gli sta permettendo di farsi largo nel mondo dell’hip hop con una certa naturalezza. Il suo primo contratto discografico è stato con la Street Label Records, un etichetta romana indipendente. Ha partecipato alle riprese del film Z di Cosimo Alema, un film sul rap italiano che per lui ha rappresentato un’esperienza significativa sul piano professionale.

Quando ti sei avvicinato al mondo della musica?
Mi sono avvicinato a questo mondo dopo un periodo di lontananza dalla break dance che praticavo tramite amicizie che facevano la stessa cosa, esattamente un anno dopo essermi allenato con il freestyle pubblico la prima canzone ufficiale continuando fino ad oggi.

Qual è stata la tua formazione musicale?
Parto dal fatto che, sono ben consapevole che la mia formazione musicale è solo all’inizio ma la mia musicalità è stata forgiata molto dall’ascolto di hip hop, senza tralasciare nessun genere musicale. Ho iniziato quest’avventura come autodidatta, quindi ho semplicemente appreso la musica tramite un paio di cuffie.

Il tuo nome d’arte è Lazy Haze, come nasce l’idea per questo nome?
Beh, questa è la domanda che, nonostante sia la più ovvia, spero sempre di non ricevere mai.

Per quale motivo?
Come la maggior parte dei ragazzi adolescenti ho avuto un passato molto burrascoso spesso accompagnato da un bel drink e qualche spinello, se posso volgarmente chiamarlo così, ovviamente da tempo, ormai, non utilizzo più nulla di tutto ciò. Lazy sta per “pigro” infatti, i miei genitori continuavano a gridarmi: sei pigro fai qualcosa, butta quelle canne lascia questa vita! Dal momento che non vivevo più con loro, la loro preoccupazione era portata alle stelle, e quindi è nato il nome Lazy pigro e Haze che è la classica sigla usata per denominare un tipo di marijuana.

Il tuo primo contratto discografico?
Il mio primo contratto discografico è stata quella piccola luce nelle profondità dei miei abissi con la Street Label Records etichetta romana indipendente che mi hanno dato sostegno.

Come descriveresti il rap in Italia?
Il rap in Italia viene criticato molto e questa è cosa risaputa ormai, molto più frequentemente nascono artisti da ogni parte di Italia alcuni veri altri finti ma nessuno si rende ancora conto di quanto in realtà questo possa unirci. Tutto cambia, la musica si evolve così le persone, chi vuole tener strette le proprie radici sa benissimo come fare, il resto è giusto che proceda come sta andando, aggiungendo magari un pò più di meritocrazia e possibilità.

Hai partecipato alle riprese del film Z di Cosimo Alema il film sul rap italiano, come è stata quella esperienza?
Un’esperienza che mi ha portato ad avere una visione di quello che stavo facendo molto più ampia. Ho avuto l’onore di conoscere tantissimi esponenti della scena hip hop e di lavorare con un grandissimo regista come Cosimo. È il film giusto da vedere per spiegare a qualcuno che non sa cosa sia e come si costruisca la nostra carriera, insomma, per me è un grande passo avanti per il rap italiano, ma per altri un grande fallimento.

Il tuo ruolo?
Il mio ruolo era quello di un membro della crew di “sante” che interpretava il grande rapper già famoso idolatrato da tutti. Ovviamente non ero il protagonista, ma è stato un onore poter esserci.

Qual è la maggiore difficoltà nel campo della musica?
La prima difficoltà, secondo me, è quella di emergere. Sta diventando troppo difficile nuotare in un mare di persone che fanno la stessa cosa.

Che caratteristiche bisogna avere a tuo parere, per fare la differenza?
La differenza si fa se si ama ciò che si fa. Se si lotta per ciò che si ama, se si rinuncia a molto per quello che si vuole fare. Ovviamente i soldi faranno sempre la differenza ma dal momento che non li ho, penso a sfornare sempre buona musica, pubblicizzandola come si deve.

Che cos’è per te la musicalità?
È quella dote, quel dono che fa inventare melodie capaci di rendere la canzone super ascoltabile e bella da sentire.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Sono sempre impegnato in tantissimi progetti, ora con persone di alto calibro, ma al momento posso solo dirvi questo. L’inverno porterà buone nuove e questo posso garantirlo.

Vuoi aggiungere altro?
Vi ringrazio davvero moltissimo per il tempo che mi avete dedicato, e lusingato di aver risposto alle vostre domande, spero sentirete parlare ancora di me.

 Sledet.com fa un in bocca al lupo a Lazy Haze.

 

 

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