Nella serie Gomorra a interpretare Angioletto è Arturo Sepe


“Sono entrato a far parte di un team già collaudato, ma devo dire che sono stati tutti molto professionali c’è stata subito una affinità, sia con i registi che con gli attori” spiega Arturo Sepe


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Nella serie Gomorra, a vestire i panni di Angioletto, il braccio armato della camorra affiliato al clan dei Savastano è il bravo attore Arturo Sepe. La figura di Angioletto, si caratterizza per essere un personaggio cattivo, di poche parole e sempre a capo di ogni azione punitiva. Un ruolo quello che si è trovato a interpretare ben differente da quelle che sono le sue caratteristiche, quali la simpatia, il suo essere socievole e in particolare una persona a cui piace dialogare con gli altri uno che, certamente non si può definire di poche parole.

Fai parte del nuovo cast di Gomorra, qual è il ruolo che interpreti?
Nella fiction Gomorra interpreto Angioletto, il braccio armato della camorra affiliato al clan dei Savastano, quindi un sodato al soldo di don Pietro Savastano. Si vede il personaggio di Angioletto già dalle prime puntate, quando insieme ad un comando di uomini riesce a fare evadere don Pietro dal carcere.

Vuoi descrivere il tuo personaggio?
E’ un personaggio quello di Angioletto ai limiti della società, molto freddo, scaltro, veloce e talvolta anche mercenario, per usare un eufemismo militare è un sergente, un soldato di prima linea sempre pronto e a capo di ogni azione punitiva. E’ molto cattivo, un personaggio di poche parole, ma di tanta azione.

Come hai lavorato sul tuo personaggio?
Ho dovuto lavorare molto su questo personaggio per cercare di tirar fuori il peggio di me, perché non c’è nemmeno una qualità, una caratteristica che corrisponde alla mia persona. Diciamo che, sono l’opposto della medaglia di Angioletto, infatti mi definisco un tipo socievole, di tante parole, sempre pronto al dialogo, altro che forza o spedizioni punitive.

Racconti la storia del tuo look sul set?
Ricordo ancora la frase nel primo set di Gomorra, in cui mi dissero “Arturo ci hai colpito nella tua interpretazione, nel portare in scena Angioletto durante i provini, adesso al look ci pensiamo noi, tagliamo un po’ i capelli”. Avevo i capelli molto lunghi, perché avevo girato un docufilm “Terra bruciata”, dove interpretavo un partigiano dai capelli un po’ lunghi, quindi Solima mi disse “Dobbiamo modellare il tuo personaggio, perché altrimenti così sei troppo borghese, diamoli un tono più aggressivo, li rasiamo un po’”.

Invece?
Pensavo dovessimo soltanto accorciarli. Forse non ci siamo spiegati su quel, rasiamo un po’.

Quali elementi caratterizzano Angioletto?
Ciò che caratterizza il personaggio di Angioletto, sono i capelli rasati, l’orecchino tondo, gli abiti anti sommossa e il suo fedele kalashnikov e la pistola.

Cosa ha significato per te far parte della serie Gomorra?
Entrare a far parte di Gomorra e come entrare a far parte di una macchina già di per se perfetta. Sono entrato a far parte di un team già molto collaudato, ma devo dire che sono stati tutti molto professionali nell’integrare il personaggio di Angioletto, e sopratutto me nella serie, in modo molto armonico e socievole, c’è stata subito una affinità sia con i registi che con gli attori.

Hai condiviso dei set con Salvatore Esposito, come è stato lavorare con lui?
Con Salvatore Esposito ho condiviso diversi set. Pensavo di trovare un clima più ostile, e che fosse più difficile entrare in questa macchina perfetta, invece è stato molto semplice. E’ stata una grande scuola di set, di cinema e di vita.

Roberto Saviano era presente durante le riprese?
Sul set l’ho visto solo una volta, e io ero intento nelle riprese.

Cosa puoi dire su di lui?
Il suo merito è quello di aver messo in luce un sistema che viaggiava parallelamente al sistema della nostra vita quotidiana. Ha messo in luce il bene e il male e questo, dovrebbe aiutarci a scindere bene le due cose.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Sono impegnato su un nuovo set, che è quello del film commedia dal titolo “E se mi comprassi una sedia” di Pasquale Falcone. Avrò un ruolo comico, ma non posso svelare di più.

 Sledet.com ringrazia per l’intervista Arturo Sepe.

 

 

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