A parlare è l’attore Morris Sarra 2


E’ un docente di propedeutica teatrale presso l’associazione Teatrale Latitudine Teatro


Intervista di Desirè Sara Serventi

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E’ un attore e un docente di propedeutica teatrale, presso l’associazione Teatrale Latitudine Teatro il preparato artisticamente, Morris Sarra. Si occupa con successo di Teatro per ragazzi e ha fondato, insieme ad altri colleghi un’associazione legata alla narrazione di fiabe classiche e moderne, rivolte ai bambini. Ha fatto parte di uno spettacolo all’interno del festival “Poemus” in Georgia sponsorizzato dall’associazione Unicef, e ha diverse esperienze professionali teatrali. Ha esordito alla sua prima regia riscuotendo risultati positivi.

Se ti chiedessi di presentarti, cosa diresti?
Penso di essere un ragazzo solare, socievole, energico e determinato. Non amo la routine ed è anche per questo che adoro il mio lavoro.

Parli della tua formazione professionale?
Ho studiato presso il Centro di Formazione e Produzione Teatrale Latitudine Teatro diretto da Stefano Furlan, un maestro meraviglioso, dove da cinque anni insegno propedeutica teatrale, oltre a gestire una serie di progetti rivolti nel particolare ai bambini. Naturalmente ho svolto, e svolgo, diversi seminari di perfezionamento in Italia perché non bisogna mai smettere di arricchire il proprio bagaglio.

Sei un attore della compagnia Latitudine Teatro?
Dal 2006, sono diventato, e lo sono tutt’ora, attore della Compagnia Latitudine Teatro, che mi ha dato modo di lavorare in diverse produzioni. Ho avuto il piacere di lavorare con l’attore Giorgio Colangeli nello spettacolo tratto dal testo “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi e devo dire che oltre ad essere un bravo attore è stato anche un grande motivatore, lo ringrazio ancora. Con il passare degli anni ho acquisito quella giusta sicurezza che mi ha permesso di proiettarmi in un altro mondo, quello del Teatro Ragazzi.

Hai fondato un’associazione?
Merito del Centro di Formazione Latitudine Teatro ho fondato, insieme ad alcuni colleghi, un’associazione legata alla narrazione di fiabe classiche e moderne, rivolte a bambini. E’ un progetto che esiste già da cinque anni e che spero continuerà a crescere sempre di più, perché i bambini ci insegnano tante cose e più di quanto ci si possa rendere conto.

Hai lavorato in uno spettacolo in Georgia?
Ho avuto la grande fortuna, nel 2015, di fare parte di uno spettacolo all’interno del festival “Poemus” in Georgia, sponsorizzato dall’associazione Unicef.

Vuoi parlare del tuo debutto alla regia?
Dopo anni di affiancamento alla regia, finalmente quest’anno ho avuto modo di mettere in pratica ciò che ho imparato e debuttare con la mia prima regia. E’ stata un’esperienza unica, tanto sacrificio, ma alla fine le soddisfazioni sono arrivate. Il 2016 è stato, e continua ad essere, un anno ricco di sorprese. Spero di continuare su questa strada.

Sei un docente presso l’associazione Teatrale Latitudine Teatro, cosa insegni?
Insegno propedeutica teatrale, svolgo il ruolo di assistente alla regia e mi occupo del montaggio e smontaggio degli impianti scenici.

Qual è la prima cosa che dici ai tuoi allievi?
Ai miei allievi ribadisco sempre che il teatro è molto importante soprattutto per i giovani. E’ un’arte e come tutte le arti sviluppa i sensi, apre la mente e ha un potere magico in più, quello di farti vivere realtà differenti. Mi ritrovo a insegnare a classi di allievi di diversa età e tipologia cosa è il teatro, la disciplina, la propedeutica, il training, cosa significhi la recitazione di testa, di cuore o di pancia, cosa voglia dire respirare in una battuta, perché prima di uno spettacolo si dica “merda”, a cantare una canzone a testa in giù se si fischia sul palco il giorno dello spettacolo, a battere il copione a terra tre volte se cade inavvertitamente, gli insegno l’importanza dello sguardo, del rendersi comprensibili, mi batto affinché in scena non fingano di essere ma siano. Gli insegno ad essere attori e quindi a godere della meraviglia che nasce dentro noi quando il sipario si apre, la luce sale e ci bagna e lo spettacolo comincia.

Quali sono le difficoltà per un attore emergente?
La difficoltà maggiore sta nel farsi conoscere. Io ho sempre portato avanti la mia teoria, quella di essere sempre se stessi e soprattutto credere in quello che si fa. Bisogna avere molta pazienza e farsi trovare sempre preparati.

Sui casting cosa puoi dire?
Beh mi viene da dire che c’è veramente tanta concorrenza negli ultimi anni. La cosa che a volte mi lascia basito è vedere all’interno di quelle sale di attesa persone che per un giorno s’improvvisano attori. Questa penso sia una cosa avvilente per una persona che studia da anni.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Attualmente sto lavorando a “Good night Lilly Marlene”, uno spettacolo tratto dal romanzo “Il Colore della Notte” di Gabriel Napoleon Elbano, con la regia di Eugenio Dura. Il debutto è previsto a Tbilisi in Georgia, cui seguirà una tournée in Europa.

Progetti?
Sto lavorando a diversi progetti, ma in questo momento la mia attenzione è focalizzata su “Good night Lilly Marlene”.

Vuoi aggiungere altro?
Volevo ringraziare voi per il tempo che mi avete dedicato, i miei genitori che mi supportano e “sopportano” in tutto quello che faccio e un ringraziamento speciale va alla mia “sorella acquisita” che è sempre presente, in qualsiasi momento della mia vita, e poi do un consiglio a tutte le persone che amano questo lavoro: credeteci e vedrete che tutti i sacrifici verranno ripagati.

 Sledet.com ringrazia per l’intervista.

 


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