A raccontarsi è l’attrice Federica De Benedittis


Era in scena al Rossetti di Trieste con lo spettacolo Souper


Intervista di Desirè Sara Serventi

2016-05-03 12.49.14

Si è formata artisticamente presso l’Accademia Nazionale d’Arte “Silvio D’Amico” l’attrice Federica De Benedittis, dove ha avuto modo di avere tra i suoi insegnanti dei grandi attori e registi sia del panorama cinematografico italiano che europeo. Ha recitato con un ruolo da protagonista nel film “La Bugia bianca” di Giovanni Virgilio, e al cinema nella commedia “Forever Young” di Fausto Brizzi. Tanti per lei i lavori in teatro, tra cui Scandalo di Arthur Schnitzler con Stefania Rocca e Franco Castellano, dove il suo modo di recitare ha messo sempre in evidenza la sua preparazione artistica e il suo talento. L’attrice era in scena al Rossetti di Trieste dove ha lavorato ad un testo del drammaturgo ungherese Ferenc Molnar “Souper” riadattato e diretto da Fausto Paravidino.

Se ti chiedessi di raccontarti, cosa risponderesti?
Penso di essere una ragazza semplice, solare ed autoironica. Sono molto determinata e anche testarda, odio accontentarmi. Sono una sognatrice, sul mio frigo c’è appeso un cartello con scritto “non esistono sogni troppo grandi, forse sono i cassetti ad essere troppo piccoli”. Credo molto nell’Amore che può cambiare il mondo!

Dove ti sei formata artisticamente?
Mi sono formata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”; lì ho avuto modo di studiare con ottimi insegnanti e con registi del panorama italiano ed europeo.

L’incontro più significativo?
Uno degli incontri più significativi per me è stato quello con Antonio Latella. Con lui abbiamo portato in scena una riscrittura del “Faust” di Gothe, uno spettacolo diviso in due “movimenti” della durata totale di otto ore; una vera e propria prova di resistenza, ma soprattutto una grande esperienza di palcoscenico.

Il tuo esordio nel mondo dello spettacolo?
Il mio esordio in teatro lo devo alla danza. A diciotto anni appena compiuti andai in scena con la compagnia di Renato Greco in uno spettacolo chiamato “Malgre Tout”; fu un piccolo sogno realizzato, dopo tanti anni di studio. Dopo poco capii però che non era quella la mia unica passione e iniziai a studiare recitazione.

Parli del tuo percorso lavorativo?
Finita l’Accademia mi sono affacciata al mondo del lavoro quasi da subito. Ho girato il film “La bugia bianca” diretto da Giovanni Virgilio, con un ruolo da protagonista, a seguire altri piccoli ruoli in Tv e al cinema nella commedia di Fausto Brizzi “Forever Young”. Poi sono stata scelta da Franco Però per collaborare con la compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, prima nello spettacolo “Rosso Venerdì” di Roberto Cavosi con la regia di Igor Pison, poi in “Scandalo” di Arthur Schnizler, lo spettacolo con cui abbiamo fatto una tournée di più di sessanta date, che al giorno d’oggi è un ottimo risultato.

Quali sono le difficoltà con cui ti sei confrontata?
In questo lavoro la vera difficoltà secondo me è “trovarselo il lavoro”, ovvero essere sempre preparati in ogni momento sia fisicamente che vocalmente, essere sempre al meglio di noi stessi, pronti per il provino che verrà. Poi una volta che il lavoro c’è, lo studio, l’impegno e la fatica vengono sempre ripagati dalle tante soddisfazioni.

Teatro, cinema o televisione?
Quando il progetto è buono e di qualità, non ho preferenze. Credo che il lavoro dell’attore sia lo stesso, sia in teatro che in Tv che al cinema, a cambiare sono i mezzi tecnici.

Un tuo parere sulle produzioni indipendenti?
Penso sia giusto sostenere il cinema indipendente, soprattutto quando siano i giovani a farlo. Ci sono progetti interessantissimi che delle volte non vengono neanche presi in considerazione per motivi puramente economici e commerciali, mentre poi si rivelano essere prodotti fatti col cuore e di qualità.

Hai lavorato nel film per il cinema “La Bugia bianca” di Giovanni Virgilio. Di cosa si tratta?
Un film per non dimenticare le vittime della guerra in Bosnia Erzegovina del ’92 e per sensibilizzare i giovali di oggi affinché non commettano gli stessi errori.

Il tuo ruolo?
Mi sono divertita tantissimo ad interpretare il ruolo di Katrina, una ragazza esuberante, ribelle e trasgressiva. Un personaggio apparentemente molto distante da me, ma con il quale poi ho trovato molti punti di contatto.

Hai recitato nello spettacolo teatrale “Scandalo” di Arthur Schnitzler?
“Scandalo” è un dramma borghese mai rappresentato prima in Italia, ambientato nella Vienna di fine Ottocento; a mio parere, estremamente attuale per il periodo storico che stiamo vivendo. Racconta la paura dell’altro, del diverso, in un mondo governato dal pregiudizio.

Cosa ha significato per te lavorare in questo spettacolo?
È stata un’enorme gioia calcare i palchi di teatri così importanti; ringrazio il regista Franco Però per avermi dato questa grande opportunità. Ogni sera era un continuo cercare, sperimentare, aiutarsi tra colleghi, ma soprattutto divertirsi.

Tra il cast spiccavano i nomi di Stefania Rocca e Franco Castellano?
Lavorare con loro è stata un’esperienza decisamente positiva; ho imparato tanto da loro.

Cosa puoi dire riguardo a Stefania Rocca?
Oltre ad essere una splendida attrice, è anche una donna meravigliosa. Di lei mi hanno colpito molto la sua umanità e il suo passionale istinto, che sul palco si traducono in una forte autenticità e una grande generosità.

E su Franco Castellano?
Lui all’apparenza riservato e introverso, ha un grande cuore. Era una goduria ogni sera guardarlo recitare da dietro le quinte; cercavo il più possibile di “rubare” con gli occhi, la sua energia, quella sua precisione tecnica, le sue milioni di sfumature erano davvero un valore aggiunto per lo spettacolo.

Eri in scena al Rossetti di Trieste?
Ho lavorato ad uno testo del drammaturgo ungherese Ferenc Molnar , “Souper”, riadattato e diretto da Fausto Paravidino.

Progetti?
Per quest’estate ho un progetto molto importante per la tv, ma per il momento non posso svelare nulla!

Vuoi aggiungere altro?
Ti ringrazio per l’intervista.

Sledet.com le fa un in bocca al lupo.

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