A tu per tu con il regista Michele Salfi Russo 1


Un successo il suo docufilm dal titolo “The Family Whistle” sulle origini della famiglia del cugino, il regista Francis Ford Coppola


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Ha studiato presso la Scuola d’Arte Drammatica “Il Piccolo Teatro di Milano”, il talentuoso attore, sceneggiatore e regista lucano, Michele Salfi Russo. La sua, è una carriera all’insegna dei successi sia teatrali che cinematografici, che vanno da “Il Padrino” a “Baarìa” di Giuseppe Tornatore dove è riuscito sempre con la sua evidente preparazione data da un qualificata formazione artistica e da tanto lavoro sul campo ad ottenere ottimi risultati. E’ cugino del famoso e grande regista Francis Ford Coppola, con cui ha instaurato un ottimo rapporto di amicizia e di stima reciproca. Ha recentemente realizzato un docufilm dal titolo “The Family Whistle” sulla famiglia del regista Francis Ford Coppola, un film che lo ha portato ad effettuare una lunga ricerca tra gli archivi e le testimonianze di cittadini e parenti per ottenere la composizione dell’albero genealogico della famiglia Coppola. “The Family Whistle” o “Il Fischio di Famiglia” è stato presentato ufficialmente al Boston film Festival 2016 dove ha ricevuto il premio come migliore fotografia. Il docufilm è stato inoltre selezionato tra i migliori documentari nel panorama mondiale al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classic 2016. Si può facilmente affermare che Michele Salfi Russo è un artista che spicca per i suoi lavori di qualità.

Dove ti sei formato artisticamente?
Per le strade di Bernalda. Bernalda è un teatro a cielo aperto dove ad ogni angolo ci sono situazioni e personaggi interessanti e divertenti. Dapprima imitando i personaggi tipici di ogni paese, il sordomuto, il balbuziente, poi organizzando spettacoli in loro compagnia. Ho vissuto in un habitat naturalmente artistico, una casa che è stata ed è un crocevia di artisti di varia estrazione e nazionalità, amici che ci vengono a trovare e a trascorrere le loro vacanze nella nostra “Bernaldabella”. Gli ospiti, coloro che hanno insegnato a me e ai miei fratelli l’arte e il piacere della ospitalità sono i nostri genitori. Mio padre Antonio era un maestro elementare che amava il canto, un fantastico intrattenitore con un grande talento per il raccontare storie. Quando Francis Ford è venuto la prima volta a casa, la madre di papà Antonio era prima cugina di Agostino Coppola, il nonno di Francis, seguendo mio padre nei suoi racconti mi disse “Antonio è un attore nato!” Mia madre, che tutti i miei amici chiamano “mamma Maria”, mi ha insegnato a usare il cuore in tutto ciò che faccio e ha sempre ricordato ai suoi quattro figli di non smettere mai di sognare. Durante l’ultimo anno di superiori a Bernalda ho debuttato al festival di teatro di Matera con “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello, vincendo il primo premio. Dopo il liceo sono stato ammesso alla Scuola d’Arte Drammatica “Il Piccolo Teatro” di Milano.

Qual è stato il tuo esordio come regista?
Ho cominciato con un video promozionale per la mia terra intitolato “Basilicata Autentica”, poi il mio primo lungometraggio “Il Fischio di Famiglia”.

Parli del tuo percorso lavorativo?
Dopo Il Piccolo Teatro ho cominciato a lavorare a teatro e dopo pochi anni il mio primo film da protagonista “Lungo il fiume” di Vanna Paoli, poi Il Padrino III e cosi via fino a Baarìa di Tornatore.

La tua è una carriera all’insegna dei successi, sia teatrali che cinematografici che vanno da “Il Padrino” a “Baarìa” di Giuseppe Tornatore. Quale reputi tra i tuoi lavori, quello più significativo per la tua carriera?
Ho avuto la fortuna di lavorare in produzioni nazionale e internazionali che mi hanno visto impegnato sul set per mesi, dandomi così la possibilità di confrontarmi professionalmente con grandi attori e al tempo stesso conoscere e apprezzare il lavoro di tutte le maestranze che realizzano un film. Tornatore è un grande professionista, una persona ammirevole sotto tanti aspetti, mi ha dato una grande opportunità e ho imparato tanto durante quei mesi di lavorazione ma, per ragioni romantiche e per certi versi fiabesche, devo dire che Il Padrino ha segnato la mia strada e la mia vita per sempre.

“The Family Whistle”in italiano “Il Fischio di Famiglia” racconta la storia della celebre famiglia Coppola. Vuoi raccontare come è nata l’idea di questo progetto?
L’idea è maturata nel tempo.

Puoi essere più preciso?
Volevo conoscere la storia dei Coppola e ho iniziato una lunga ricerca muovendomi fra archivi cittadini, testimonianze e il risultato di questo lavoro è stata la composizione dell’albero genealogico della famiglia, a partire dal primo Coppola arrivato a Bernalda nel ‘700. Lungo questo percorso esplorativo ho scoperto personaggi straordinari ed episodi incredibili, come in una fiaba. Ho consegnato l’albero genealogico ai Coppola così che potessero conoscere le loro radici e l’origine delle storie raccontate da Agostino Coppola, il patriarca, emigrato in America nel 1904. Nel 2005 ero in compagnia di Francis e di sua nipote Già nella piccola casa nel centro storico, che avevo trovato loro per un breve soggiorno a Bernalda. Bevendo vino davanti al camino abbiamo iniziato a raccontarci storie di famiglia. Ho detto a Francis che la storia dei Coppola era talmente meravigliosa da sembrare la trama di un film e fu così che Francis mi disse che, se avessi voluto, avrei potuto farlo io.

Cosa puoi dire riguardo al grande regista Francis Ford Coppola?
Che dire o aggiungere, hanno scritto libri su Francis e i suoi lavori si studiano all’università. Quello che posso dire è che sono contento di averlo cercato con tanta caparbietà e di averlo trovato perché non ho solo ritrovato un cugino, ma un grande amico, un uomo di grande cultura, un grande artista, e soprattutto un uomo retto da sentimenti nobili, legato in maniera viscerale alla famiglia, nella migliore tradizione italiana, o bernaldese.

Cosa hai imparato durante le riprese da Coppola?
Il Padrino mi ha dato una grande opportunità quella di conoscere e lavorare con grandi artisti, come Al Pacino, Andy Garcia, Eli Wallach che mi hanno arricchito sotto l’aspetto umano e artistico. Francis invece mi ha “insegnato” come dirigere un film.

In che modo?
Lui ha una grande peculiarità, che credo derivi dalla componete musicale che appartiene alla sua famiglia, la ricerca dell’armonia con tutti i suoi collaboratori nella costruzione e realizzazione di un progetto. Lui, cerca di tirare fuori il meglio da ognuno di loro e li dirige come un grande direttore d’orchestra.

A proposito di musica, chi ha curato le musiche del tuo documentario?
Il commento musicale, la colonna sonora “Il Fischio di Famiglia” è stata composta da Giuseppe Zambon che ha sviluppato le tre note che compongono il fischio di appartenenza della famiglia Coppola.

Qual è stata la difficoltà che hai incontrato riguardo la produzione del documentario?
La difficoltà maggiore è stata nel trovare materiali d’archivio cartacei, fotografici, video e musicali. Il mio è stato un lavoro certosino che ha richiesto tanto tempo e pazienza. Impresa difficile, perché oltre a fare ricerche d’archivio, dovevo anche viaggiare fra Europa e America per intervistare i componenti della famiglia compatibilmente ai loro impegni. Ho anche ricreato alcuni episodi di Agostino bambino, con l’aiuto della mia famiglia e dei miei amici. Il film è cresciuto lentamente e ha preso lentamente forma, ci ho lavorato quando potevo, nei ritagli di tempo, quando non ero impegnato a recitare. Dopo qualche anno ho mostrato il film a Francis e alla famiglia, durante il matrimonio di Sofia a Bernalda, e i loro commenti mi hanno reso felice.

Qual è stato il commento di Francis Ford Coppola?
Il “Well done!” di Francis mi ripaga di ogni mia fatica compiuta per amore della storia, della famiglia e della mia Bernalda.

La scenografia de “The Family Whistle” è di tuo fratello, il grande e versatile artista Gaetano Russo?
Già, e non poteva essere altrimenti, come non utilizzare il suo grande talento. Gaetano è un artista con la A maiuscola, versatile e geniale. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna ha distribuito le sue opere in tutto il mondo e da qualche anno presta la sua maestria al mondo audiovisivo curando la scenografia di vari corti e lungometraggi.

Cosa ha significato per te lavorare insieme a Gaetano?
La domanda dovrebbe essere cosa ha significato per te crescere con un fratello così. Sono un uomo fortunato.

Quali personaggi principali, coinvolge The Family Whistle?
Il vero protagonista è Agostino Coppola, il bernaldese che lascia il suo paese nel 1904. La straordinaria storia di Agostino finora non è mai stata raccontata eppure è nel percorso umano e sociale della sua vita che i talenti di ormai quattro generazioni di Coppola hanno cominciato a prendere forma chiaramente:
 da suo figlio Carmine, primo flauto nella NBC Symphony Orchestra diretta da Arturo Toscanini, a suo nipote Francis Ford, ai suoi pronipoti Sofia, Nicolas Cage, a Gia Coppola. Attraverso la storia umile ma avventurosa di Agostino, il documentario mette in luce l’ispirazione umana e artistica della famiglia Coppola, la linfa vitale che lo ha alimentato, cercando di scoprire come e quanto lo stesso Agostino sia riuscito a conservare e trasferire la storia, i suoni, i sapori e la passione della sua terra ai suoi eredi, aprendo loro la strada verso un futuro luminoso.

The Family Whistle è stato presentato ufficialmente al Boston film Festival 2016 ricevendo il premio come migliore fotografia. Cosa ha rappresentato questo riconoscimento?
La prima grande gratificazione a un lungo e faticoso lavoro. Sono contento che abbiano premiato il mio film sottolineandone la fotografia, che è un giusto merito al grande lavoro fatto dal mio amico e direttore della fotografia Ugo Lo Pinto.

Il docufilm è stato selezionato al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classic 2016. Cosa significa per te?
Essere “selezionato” tra i migliori documentari nel panorama mondiale, ed essere in concorso a Cannes è come vivere una fiaba. Ognuno nei propri sogni prova a immaginare il meglio, beh i sogni alle volte si avverano.

Racconti un aneddoto divertente durante le riprese?
Ce ne sono tanti, ma credo che la cosa più divertente, durante le riprese a Napa in California, sia stato vedere Francis cucinare la mattina presto intorno alle 8:00, i lambascioni che io gli avevo portato di nascosto in aereo. Ha cantato, cucinato e poi ce li ha offerti.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Mi piace scrivere e ho diversi progetti in cantiere, ma sono impegnato e spero tanto di poterlo realizzare nella produzione di un film ambientato nei Sassi di Matera, che forse per la prima volta sarebbero “I Sassi” e non Gerusalemme. Un film ambientato a cavallo tra l’800 e il ‘900, occasione per raccontare una storia vera, una storia avventurosa, passionale e romantica, con un ‘sognatore’ come protagonista, un lucano appunto.

Vuoi aggiungere altro?
Ti ringrazio!

Sledet.com ringrazia per l’intervista il grande regista Michele Salfi Russo.

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Un commento su “A tu per tu con il regista Michele Salfi Russo

  • emanuele Paradiso

    Mi chiamo Emanuele Paradiso e come tanti Bernaldesi ritorno ogni anno in vacanza e quest’anno appunto ho avuto
    la fortuna di vedere il film biografico della famiglia Coppola e devo dire che è molto bello anche lo scenario della bella piazza San BERNARDINO da SIENA dove e stato proiettato il film a dato il suo contributo.Mi piacerebbe sapere dove posso acquistare una copia di CD o DVD.Vi ringrazio in anticipo.