Le foto che parlano dell’autismo del fotografo Fabio Moscatelli


Autore del libro fotografico sull’autismo dal titolo Gioele quaderno del tempo libero


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Ha iniziato come autodidatta il fotografo Fabio Moscatelli, per poi perfezionarsi con tanta esperienza sul campo e studiando presso la Scuola Romana di Fotografia. Con i suoi lavori cerca di dare visibilità a chi deve quotidianamente affrontare situazioni poco agevoli. Ha pubblicato il suo primo libro fotografico sul tema dell’autismo dal titolo “Gioele Quaderno del tempo libero” presentato in anteprima al Photolux Festival.

Qual è stata la tua formazione in campo fotografico?
Inizialmente sono stato autodidatta, cercando di fare esperienza sul campo; ad esempio con il mio primo progetto Fronte del Porto,che poi mi è valso la borsa di studio presso la Scuola Romana di Fotografia che ha segnato il mio definitivo salto di qualità per quanto riguarda la crescita professionale.

Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo della fotografia?
Ho iniziato come molti, fotografando nei viaggi per poi accorgermi che avevo la possibilità di esprimere molto altro attraverso il mezzo fotografico.

Dici di raccontare le storie nascoste di persone e luoghi. Vuoi spiegare che cosa intendi?
Qualcuno mi ha definito il ‘fotografo degli ultimi’; cerco di dare visibilità, una piccola rivalsa a chi vive quotidianità dure, spesso nell’ombra e nella totale inconsapevolezza dell’intera comunità.

Quali sono le difficoltà che hai incontrato nel corso del tuo lavoro?
Vivo il mio lavoro con enorme passione e le difficoltà spesso sono oscurate proprio da questo. Non ricordo di avere mai avuto particolari problemi nel realizzare un mio progetto.

Hai pubblicato il tuo primo libro dal titolo Gioele Quaderno del tempo libero, che è stato presentato in anteprima al Photolux Festival. Come è nata l’idea?
La domanda di partenza è stata ‘che cos’è l’autismo?’ Il mezzo fotografico mi consente di esplorare territori sconosciuti, in questo caso l’autismo, un mistero davvero enorme per certi versi.

Chi è Gioele?
Gioele è il coautore del libro, con le sue foto, i suoi disegni, i suoi scritti; un bambino autistico dalle mille risorse con una mente degna di Tolkien.

Che cosa racconta?
Ho la pretesa di raccontare la sua straordinaria normalità; la vita quotidiana di un bambino autistico, con le sue gioie e le sue paure, tutto quello che deve affrontare un bambino che si affaccia all’età adolescenziale.

Perché c’è così tanta disinformazione quando si parla di autismo?
Perché le persone hanno paura di quello che non conoscono, ed invece di colmare questo vuoto preferiscono tenersene lontane.

Qual è il messaggio che vuoi dare ai lettori con questo libro fotografico?
Un bambino autistico è semplicemente un bambino con qualche stravaganza in più, non un alieno; e soprattutto se messo in condizione di realizzare qualcosa ne ha le capacità, spesso anche al di fuori dal comune.

Perché le persone dovrebbero guardarlo?
Perché l’ignoranza genera paura, l’autismo fa paura; io non credo di aver spalancato una porta su questo mondo, ma magari un piccolo spiraglio, quello sì.

Dove si trova?
Sul sito dollseyereflex.org/shop

Il ricavato delle vendite?
Il ricavato è interamente devoluto a Gioele,perché essere autistico in questo Paese è purtroppo molto costoso.

Che cosa intendi dire?
Che se si vuole intraprendere un percorso terapeutico ulteriore a quello garantito, si deve fare privatamente e non tutti possono permetterselo perché l’ABA è molto cara, e non è solo questione di terapie.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Nella diffusione del libro, essendo un self published occupa molto del mio tempo, tra le varie presentazioni in giro per l’italia e la diffusione in generale.

Progetti?
Sto lavorando ad un progetto sulla cecità, un tema cui sono molto legato per motivi familiari. Sarà una bella sfida.

Sledet.com fa un in bocca al lupo al fotografo.

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