Intervista al Creative Director Panos Kondylis


“Un artista se è completo può ottenere risultati con tante tecniche. Forse non sarà esperto di tutte, ma l’arte lo segue non importa cosa toccano le sue mani” spiega Panos Kondylis


Intervista di Desirè Sara Serventi

On the set of Drakula

Con la sua maestria e la sua manualità riesce a creare effetti speciali, trucchi estetici e delle sculture nei set e in eventi importanti che mettono in evidenza sia il suo talento che la sua ottima formazione artistica, data da tanto studio e da tanto lavoro sul campo. Diversi i personaggi che si sono affidati al suo trucco per essere trasformati sul set, come nel film internazionale Dracula Reborn di Attilia Luca. Attualmente è impegnato sulla preparazione di un cortometraggio di stop motion animazione con Emanuelle Moretti. Si può facilmente affermare che è un vero esperto del Make up, concept design e fine art il creativo artista.

Se ti chiedessi di raccontarti, cosa risponderesti?
Risponderei che sono un ragazzo proveniente da Atene, cresciuto in una famiglia di artisti tra colori e matite. Questa situazione ha influenzato la mia crescita a livello artistico ma sopratutto a livello di maturità.

Che cosa intendi dire?
Che ho capito che non basta avere un talento o la vena artistica, ma si deve lavorare duramente, fare sacrifici, investire il proprio tempo, per conquistare ogni giorno qualcosa, a piccoli passi perché c’è sempre qualcosa da imparare e da migliorare.

Qual è stato il tuo percorso formativo?
Dopo il liceo che ho frequentato in Grecia, sono risuscito ad entrare alla Facoltà di Architettura del N.T.U.A. ovvero la National Technical University of Athens. Al terzo anno di facoltà simultaneamente ho seguito un corso di trucco per lo più estetico ad Atene. Il mio percorso formativo contiene tanta autoformazione su effetti speciali, scultura, teoria, cinema, filosofia e molto altro. Ho fatto online master classes e nell’ambito di effetti speciali ho fatto un corso presso lo studio di Vittorio Sodano.

Parli del tuo lavoro?
Il trucco nell’ambito di cinema sul set, è un lavoro molto strano ma nello stesso tempo magico, per vari motivi. A me piace l’idea di trovarmi prima di tutti sul set, sopratutto se parliamo di una giornata con un trucco che richiederà tante ore e mi piace il rapporto che si instaura con gli attori. Dopo aver passato giorni con loro sul reparto trucco, diventa una specie di rapporto tra psicologo e paziente, dove sia l’attore che il truccatore interpreta a volte l’uno o l’altro ruolo. E’ un lavoro dove c’è sempre una sorta di ansia prima di quasi ogni trucco.

Per quale motivo?
Perché ci sono così tante cose che possono andare male e rovinare un trucco, che l’adrenalina è al 150%. E’ molto più difficile di quello che sembra presentare sullo schermo un trucco impeccabile. Comunque è senza dubbio tra i lavori più creativi su un set.

Il tuo primo trucco cinematografico?
Un cortometraggio ad Atene nel 2010. E’ stata una esperienza surreale che la ricorderò per sempre. Cerco di imparare ogni singola cosa ogni giorno sul set, non solo al reparto trucco ma riguardo tutti i reparti, da ognuno trovo che si può imparare qualcosa di utile sia per il lavoro, che per la vita.

Ti occupi principalmente di trucco, quale per l’esattezza?
Ho lavorato in pari misura sia per il trucco estetico, quindi sfilate, editoriali, film, teatro, bellezza, sia per effetti speciali. Tendenzialmente vorrei concentrarmi più sugli effetti speciali, creare personaggi per film, non solo sangue e mostri. Avere sotto il mio controllo sia il più semplice sia il più elaborato trucco di un film, lavorando con bravi collaboratori dove ognuno può portare avanti un elemento di ogni personaggio.

Quali sono le principali difficoltà che incontri nel tuo lavoro?
A volte c’è il rischio che il lavoro se è fatto bene non viene neanche notato, ma il piccolo sbaglio può distruggere un giorno di lavoro. Trovo che un lavoro può diventare magnifico o difficilissimo per quello che riguarda la persona che si siede sulla sedia del trucco. Ogni mattina può essere un paradiso o un inferno. Ma di solito è un paradiso.

Qual è stato tecnicamente il trucco più difficile da te realizzato?
Il più difficile è stato l’anno scorso per una pubblicità ad Istanbul, dove dovevamo fare due invecchiamenti di un uomo e una donna, ma non c’era il tempo di realizzare le protesi su misura, e sono state fatte su teste generiche. Durante l’applicazione era abbastanza difficile tagliare e “stuccare” le protesi sugli attori e abbiamo incontrato vari problemi, ma alla fine tutto sommato è andata bene.

Il trucco in cui ti sei azzardato?
Il mio primo film internazionale Dracula Reborn di Attila Luca. Durante il primo incontro con il regista a Parigi, quando mi chiese se sapevo applicare protesi, parrucche e altro, io risposi, sì certo, conosco bene il mio lavoro. La verità era che io avevo fatto solo tre corti, senza aver fatto protesi. Ho lavorato tanto durante i mesi di riprese tra Francia, Romania e Canada, ma è andata molto bene ed ero soddisfatto.

Il trucco che ti ha dato più soddisfazioni?
Questa è una domanda difficile perché non sono facilmente soddisfatto dal risultato quasi mai.

Perché?
Trovo sempre elementi per cui dico, la prossima volta devo migliorare questo o quello. Devo dire che ero molto soddisfatto dopo aver fatto il primo giorno il vampiro sul set di Dracula Reborn. Poi quando il regista è soddisfatto del mio lavoro è una grande soddisfazione. Su un set cinematografico ci sono tanti artisti ognuno con la sua visione, ma siamo tutti una squadra che è portata sul set per aiutare il regista. Ovviamente ognuno da i suoi tocchi personali, ma lo scopo principale è questo.

Quali sono i passaggi del trucco scenico?
Prima si prepara il posto. Il reparto trucco deve essere sempre pulito e gradevole per gli attori ma anche per i truccatori. Poi si pulisce il viso dell’attore e si prepara per accettare materiali chimici come colle e solventi. Diciamo che la vita di un attore sotto protesi non è molto facile, anzi è difficile, quindi dobbiamo sempre mettere in considerazione per giudicare un attore sulla sua performance che è qualcosa di molto difficile recitare e sostenere quattro o cinque ore di trucco, e poi una o due ore per struccarlo. Si ripete la stessa procedura il giorno dopo, quindi meritano più che un applauso.

Quali sono i materiali che in genere utilizzi?
In generale parliamo di tanti materiali, sia per il trucco di bellezza, che per il trucco di effetti speciali. Tra cose chimiche, siliconi, a volte detergenti ma anche materiali commestibili, diciamo che l’arsenale di un truccatore deve essere abbastanza grande e versatile per poter lavorare con vari budget. Un trucco può cambiare tanto quando parliamo di soldi investiti, ma comunque fa parte del lavoro di un truccatore trovare il “value for money” il rapporto per rappresentare un personaggio. E questo si fa anche in collaborazione con il regista, ma anche con i costumi. Quindi tutto sommato i materiali possono essere trovati dai negozi di trucco, negozi di belle arti ma anche supermercati.

Il lavoro che reputi il più significativo per la tua carriera?
Per motivi sentimentali direi al cinema il Dracula, perché io ero in Erasmus in Architettura a Parigi, e all’improvviso mi sono trovato a lavorare per un lungometraggio canadese in viaggio in Europa. Significativo è stato poter fare il design del trucco per lo spettacolo teatrale Antigone di N.Triantafillis nel 2013 per il Festival Greco Internazionale di Teatro di Atene e Epidavros. E’ uno dei più grandi festival internazionali di teatro al mondo, e poter presentare i miei trucchi lì, è stato molto emozionante.

Trucco e sculture. Che differenze ci sono tra queste due arti?
Per me un artista se è completo può ottenere risultati con tante tecniche. Forse non sarà esperto di tutte, pittura ad olio, scultura, schizzo, trucco, scultura di legno, ma comunque l’arte ti segue non importa cosa toccano le tue mani. In specifico trucco e scultura sono legate tantissimo, se parliamo di un truccatore capace di realizzare le sue protesi. Tutto comincia dalla scultura.

Il genere che prediligi creare?
I miei “sogni” se possiamo dirgli così, sono su due fronti. Uno di poter creare un mondo di fantascienza, con alieni, robot a livello di concettualizzare ma anche partecipare alla fabbricazione. Una epica storia fuori da questo mondo a livello mostruoso e extraterrestre. Poi sicuramente il genere che creano registi come Tim Burton, Wes Anderson. Un mondo non di mostri, ma di personaggi. Non per forza pieno di protesi, ma anche un piccolo tatuaggio o elemento visivo che può trasmettere tutta la storia di un personaggio.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Attualmente mi trovo sulla preparazione, livello di concept di un lungometraggio in Italia a luglio 2016, e sto cooproducendo un cortometraggio di stop motion con Emanuelle Moretti, in cui sono il production designer, e a parte disegnare i personaggi e i set, li fabbricherò con alcuni cari collaboratori Greci. Poi alcuni progetti che sono in fase di trattazione e altre cose artistiche di progetti di grafica e illustrazione che continuano sempre. Quelli non smettono mai.

Progetti?
Sto nella fase di concept per una produzione greca per il 2017. Non posso dire di più ma diciamo che sarà una fiaba per adulti, da un regista giovane e premiato con tanti corti attraverso il mondo e sono felicissimo di lavorare con lui a creare il mondo del suo primo lungo. In questo film sarò sia Make up designer, sia Production designer in sua stretta collaborazione come Art Director. Sto anche progettando un progetto che include trucco e fotografia in una forma di documentario e mostra in galleria.

Vuoi aggiungere altro?
Voglio esprimere solo un augurio. Che i momenti abbastanza bui in cui viviamo gli ultimi anni e parlo non solo in Grecia, Italia o Europa ma tutto il mondo ci portano alla luce. E a noi di ritrovare la luce, e costruire un nuovo mondo per i nostri bambini e nipoti. L’arte ha una grande parte in questa ristrutturazione come la storia ha tante volte mostrato, e sono ottimista e confidente che, come dice mio padre ogni ostacolo è per un bene futuro. E a noi di riformare e trasformare il buio e il male in luce e bene e lotto, con il mio DNA Greco, ogni giorno per questo. Non ci arrendiamo alla miseria.

Sledet.com ringrazia per l’intervista il Creative Director Panos Kondylis.

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