Intervista all’attore Flavio Ciancio


L’attore è in scena con gli spettacoli teatrali La buona novella e Radio P


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Si è diplomato presso l’Accademie international Des Art du Spettacle a Parigi, l’attore Flavio Ciancio, per poi frequentare dei corsi di perfezionamento in Italia. E’ in scena sia con lo spettacolo prodotto dal teatro Ambra dal titolo “La buona novella”, che al Teatro Tordinona con “Radio P” uno spettacolo radiofonico.

Parli della tua formazione artistica?
Mi sono diplomato in un Accademia di Arte drammatica a Parigi e ho fatto dei corsi di perfezionamento qui in Italia in Paolo Grassi, all’Accademia civica Nico Pepe e in Rai in qualità di attore comico e intrattenitore.

Quali differenze hai trovato rispetto all’Italia?
Le differenze sono principalmente metodologiche.

Cioè?
L’ Accademie international Des Art du Spettacle dove mi sono diplomato è basata principalmente sul metodo Jacques Lecoq. Dà un’impronta fisica fin dal primo anno di formazione e da la possibilità di integrarsi ad allievi di tutto il mondo.

Quali sono i lavori a cui sei più legato?
Principalmente due. La mia esperienza di teatro in India a Kolkata, confrontandomi con una realtà artistica e culturale completamente diversa dalla nostra. La seconda è il Festival d’Avignone a cui ho partecipato per diversi anni che vede circa duemila compagnie trasformare quella piccola cittadina medievale in uno dei più grandi centri di fruizione teatrale d’Europa.

Cinema, televisione o teatro?
Non ho preferenze, credo che ognuno di questi abbia pro e contro e nel percorso dell’attore sia interessante sperimentare e mettersi in gioco con tutti e tre.

Quali spettacoli fai principalmente?
Sono un attore di formazione classica, ma un po’ per indole, un po’ perché è il pubblico che comanda. Da qualche anno faccio principalmente spettacoli comici.

Vuoi parlare del tuo monologo “Un giorno speciale”?
Un giorno speciale è un monologo scritto per Sara El Debuçh, un’attrice giovane ma di talento. Un testo che parla di una ragazza siriana che vive la sua condizione di donna mussulmana velata con molta semplicità. Racconta una giornata qualunque, speciale per un esame passato all’università e per l’attesa di gustare il suo piatto preferito. Speciale perché purtroppo è destinato a restare nella sua memoria per la violenza che subisce. È un monologo che vuole far riflettere principalmente su due tematiche. Vuole rompere i cliché sulle donne mussulmane, viste da noi occidentali come donne tristi e poco integrate. Inoltre vuole evidenziare che la società spesso tende a colpevolizzare le donne e per impedire le violenze, invece di sensibilizzare i carnefici, mette in guardia le vittime con scarsi risultati.

Sei in scena con lo spettacolo teatrale “La buona novella”?
La buona novella è un musical prodotto dal Teatro Ambra con le musiche di De Andrè dell’omonimo cd. La storia di una Maria Africana che rimane incinta dopo una violenza e che partorisce sui barconi della speranza diretti in italia. Un musical di denuncia sociale che ci porta, con le canzoni di De Andrè e le coreografie, in un universo particolare e insolito. Una bella esperienza in cui il regista Valter Casini mi ha coinvolto.

Quali sono le difficoltà per un attore che vuole emergere nel mondo della recitazione?
Le difficoltà sono principalmente i tanti gradini per accedere ai provini. E’ risaputo che non si lavora solo per il talento, ma in base alle conoscenze che si hanno. In un mercato saturo, dove la
distribuzione e le case di distribuzione coincidono si può decidere quasi a tavolino cosa verrà visto dagli italiani, a prescindere dalla qualità dei prodotti.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Attualmente sono in scena con “Radio P” al Teatro Tordinona, uno spettacolo Radiofonico messo in scena a teatro, ironico e tagliente, che ci sta dando molte soddisfazioni.

Progetti?
Al momento ho in cantiere tre progetti diversi. La produzione di uno spettacolo con Black Reality, fonderia di teatro sociale, di cui sono uno dei responsabili; una tournée con “Alberto Veronica e me”, uno spettacolo comico con la compagnia “Incontroscena” che ci ha già visto calcare il palco per un mese al teatro Agorà; uno spettacolo “Non adesso” sull’olocausto, che mi vedrà protagonista, accompagnato con la musica dal vivo di alcuni elementi del teatro dell’Opera.

Vuoi aggiungere altro?
Volevo ringraziarvi per il tempo che mi avete dedicato e vorrei dire a tutti quelli che amano questo lavoro di tenere duro perché piano piano i risultati arrivano!

Sledet.com ringrazia l’attore per l’intervista.

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