A parlare è l’attore Giuseppe Panebianco


Si è formato artisticamente frequentando l’Accademia Studio Cinema di Roma


Intervista di Desiré Sara Serventi

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Muove i suoi primi passi nel mondo dello sport e della musica, per poi passare alla recitazione. Ha partecipato alla creazione del “Peperoncino Jazz Festival”. Fu il regista Francesco Presta che lo volle nel suo cortometraggio dal titolo “Tango del mare”, dopo aver constatato il potenziale comunicativo che trasmetteva quando stava sul palco. Si è formato artisticamente frequentando l’Accademia Studio Cinema di Roma. Ha recitato nel film “Romanzo criminale” del regista Renato Pugliese a fianco del grande attore di Hollywood, Robert Wood e ha lavorato con dei grandi registi, quali Pupi Avati e Paolo Sorrentino, interpretando dei piccoli ruoli nei loro film.

Nasci con la passione per la musica?
Nasco con la passione in generale come valore assoluto. Sono cresciuto in una famiglia in cui c’è stata sempre una grande attenzione e importanza a tutte le forme d’arte ed una spinta ad intraprendere quelle che maggiormente sembravano essere più affini alle mie corde, e tra queste la musica ha ricoperto sempre un ruolo importantissimo.

Hai partecipato alla creazione del Peperoncino Jazz Festival?
Il Peperoncino Jazz Festival è il frutto dell’amore, della passione e della professionalità del vincente duo Sergio Gimigliano, direttore artistico e Francesca Panebianco, ufficio stampa. E da li, con l’esponenziale crescita in pochi anni, ho dato il mio contributo ricoprendo diversi ruoli tra cui spesso il coordinatore.

Di cosa si tratta?
E’ un festival dal peso internazionale e dal cuore casalingo. Con mia sorella e mio cognato infatti abbiamo dato vita e sostanza a questo splendida creatura che è arrivata ormai alla quindicesima edizione. Tutti tra i migliori artisti italiani ed internazionali sono passati a farci visita. E’ ad oggi accreditato tra i migliori festival d’Italia ed ha vinto per tre anni consecutivi il premio come miglior festival.

Insieme alla passione per la musica, c’è quella per lo sport?
Sono cresciuto tra campi di tennis, la mia moto ed il mio mare. Lo sport è stato fondamentale per la mia crescita ed è diventata successivamente la mia formazione primaria. Sono laureato in scienze motorie, specializzato in sport terapia e sono un coach internazionale di tennis, GPTCA. Una passione dunque, anzi una necessità sfociata poi nella mia professione per diversi anni. Oggi porto sempre con me una racchetta e ovunque mi trovi cerco di curare il corpo e divertirmi attraverso tutti gli sport che amo.

Dalla musica alla recitazione, come è avvenuto questo passaggio?
Il passaggio è avvenuto gradualmente. E’ stato un processo che ha preso forma con il tempo e le esperienze.

Cioè?
Quella che era vista come un qualcosa di lontano dai miei ambienti frequentati fino a quel momento, ha iniziato a diventare una idea sempre più presente. Poi è avvenuto l’evento scatenante durante un concerto il regista ed oggi amico Francesco Presta notò ed apprezzò il modo in cui stavo sul palco e il grande potenziale comunicativo che trasmettevo. Lui stava preparando un mediometraggio dal titolo “Tango del mare” e mi propose di partecipare.

Quindi?
All’inizio ero titubante, davanti una camera era la prima volta per me. Abbiamo fatto un periodo di formazione, e ho recitato nel suo film che tra l’altro è andato bene, ricevendo anche importanti premi.

Hai deciso di studiare recitazione in Accademia?
Ho deciso di tentare di entrare all’Accademia Studio Cinema di Roma, dove una volta superate le audizioni è ufficialmente iniziata la mia avventura artistica prettamente cinematografica.

All’Accademia di cinema di Roma tra i tuoi docenti vi erano dei grandi del cinema italiano, tra cui Giancarlo Giannini e Pupi Avati. Qual è la prima cosa che ti è stata detta dai tuoi maestri?
Uno dei miei miti Giancarlo Giannini esordì col dirmi questo: Il mestiere dell’attore è ogni volta sempre qualcosa di nuovo. In francese si dice jouer, in inglese to play e vuol dire giocare. Devi giocare e farlo spesso con la tua immaginazione e la tua follia. Musica per le mie orecchie!

Fu Pupi Avati a sceglierti per interpretare un piccolo ruolo in un suo film?
Il Maestro Pupi Avati, si trovò a girare l’estate scorsa nella mia Calabria, e l’esser stato scelto, seppur per un ruolo piccolo è stata per me una soddisfazione doppia. Gli devo molto.

Cosa puoi dire riguardo al regista?
E’ un gigante di umanità ed emotività.

Hai partecipato nel ruolo di coprotagonista allo spettacolo teatrale “Incroci e travagli”?
Esperienza divertente e formativa. Ho conosciuto aspetti del teatro vissuto nella capitale che mi sfuggivano ed ho incontrato splendidi colleghi alcuni dei quali oggi sono amici carissimi.

Le differenze che hai trovato tra il set e il palco?
Sono due approcci completamente diversi; io che vengo dalla musica ed anni di esperienze sul palcoscenico, ho trovato maggiori difficoltà ed emozione nel mettermi davanti ad una telecamera.

Teatro, cinema, televisione?
La mia preferenza è per il bello e per fare cose belle.

Non hai risposto alla domanda?
Il mio grande amore per il cinema mi porterebbe a rispondere cinema.

Hai recitato nel film “Romanzo Calabrese” del regista Renato Pagliuso. Il tuo ruolo?
Ho interpretato un meccanico. In un film dalla storia intensa e molto forte.

Eri a fianco di un grande attore di Hollywood, Robert Wood. Cosa ha significato per te lavorare con lui?
E’ una persona fantastica. Abbiamo trascorso tante ore insieme, sul set e fuori.

Come si relazionava con voi?
Mi ha messo subito a mio agio e si è creato un rapporto davvero splendido. Ci sentiamo ancora oggi e mi auguro torni presto in Italia. E’ un paese che ama e che lo ama.

Un tuo parere sulle produzioni indipendenti?
Spesso ho lavorato con produzioni chiamate indipendenti. Io non credo molto alle etichette. Credo invece ci siano progetti belli e meno belli. Idee valide e meno valide. Professionisti e persone da quattro soldi. Se i progetti indipendenti sono fatti da professionisti con idee e bei progetti, sono felice di farne parte.

Hai lavorato in alcuni cortometraggi?
Ho girato diversi cortometraggi. Alcuni di questi confezionati davvero in modo impeccabile. Mi viene in mente Ad Perpetuam Rei Memoriam, del talentuoso amico Belcastro.

Hai recitato nella serie tv “The Young Pope” per la regia di Paolo Sorrentino?
Un piccolo ruolo ed una grande emozione. Tre giorni a Trastevere con uno dei miei registi preferiti recentemente insignito del premio Oscar. Ho detto tutto.

Sali sul palco anche per presentare spettacoli di moda?
Il mio esordio negli ambienti moda e spettacolo lo devo al regista Giuseppe Racioppi che ha creduto in alcune mie qualità particolari e mi ha lanciato su passerelle davvero importanti e prestigiose. Meno di un mese fa ho presentato l’evento Rome Fashon Week. Esperienza magnifica. Tutto ciò è palco. Ed il palco è uno dei miei habitat preferiti.

Progetti?
Diversi sono i miei prossimi progetti. Posso solo aggiungere che ne vedrete delle belle! Poi appena ho la possibilità continuo a studiare con i più svariati registi. La formazione è un aspetto fondamentale ed ha una valenza continua.

Vuoi aggiungere altro?
E’ uscito il mio nuovo sito internet curato dalla Graphic Designer Glauce Valdini, persona e professionista di spessore. Vi invito a visitarlo giuseppepanebianco.net Vorrei dire tante altre cose ma aggiungo solo che seguire sogni e passioni è un piacere ma anche un dovere che abbiamo verso noi stessi.

 Sledet.com fa un in bocca al lupo al simpatico e bravo attore.

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