A parlare è l’artista Anna Capasso


E’ in giro per l’Italia con lo spettacolo Donne in viaggio da Napoli a Broadway, l’attrice e cantante Anna Capasso


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Spiccato talento artistico quello dell’artista Anna Capasso, in giro per l’Italia con lo spettacolo “Donne in viaggio da Napoli a Broadway”. E’ dotata di naturali espressioni attoriali che le hanno permesso di portare in scena spettacoli di spessore dove le sue esibizioni, sia canore che recitative, all’insegna dell’evidente preparazione  artistica sono state premiate con diversi premi e riconoscimenti. L’artista oltre la passione per la recitazione e il canto, mostra nel suo quotidiano una grande sensibilità verso gli altri. E’ impegnata sul fronte sociale con progetti di solidarietà, tra cui quelli riguardanti l’organizzazione internazionale per i diritti dei bambini del mondo, e anche come testimonial dell’Unicef.

Se ti chiedessi di raccontarti, cosa risponderesti?
Ero una bambina che, improvvisamente, guardandosi allo specchio notava delle espressioni attoriali naturali. E cantando sui brani di alcuni artisti come Celine Dion e Whitney Houston ha scoperto di avere un dono innato: la voce. Tutto ciò mi spaventava molto. Poi questa bambina è diventata adulta, perfezionandosi nel canto e nella recitazione, per poi iniziare la classica gavetta come provini teatrali e cinematografici. Quando sono libera dai miei impegni professionali, amo stare a casa ad inventarmi ricette culinarie, passare in Chiesa a salutare il parroco e prendere una tisana con qualche amica.

Artisticamente nasci come attrice o cantante?
I miei esordi sono come cantante, avevo 8 anni. A 13 anni, invece, ho iniziato con la recitazione.

Teatro, cinema o canto: la tua preferenza?
Non ho preferenze, ovviamente. Metto sullo stesso piano tutte e tre: ognuna mi regala una emozione diversa che, messe insieme, mi portano ad un unico obiettivo: vivere d’arte.

Dove ti sei formata artisticamente?
Ho studiato canto e recitazione al teatro Bellini di Napoli e, subito dopo, ho seguito un corso di recitazione con l’attore e regista Gianfranco Gallo.

Hai partecipato a diversi concorsi canori?
Ho preso parte a diverse finali nazionali dell’Accademia della Canzone di Sanremo, l’attuale “Sanremo Giovani”, dopo tanti concorsi canori in giro per la Campania e non solo. Successivamente il protagonista della mia vita è stato il teatro.

Il tuo debutto in teatro?
Il debutto è nel musical “Quartieri Spagnoli” di e con Gianfranco Gallo e con la regia di Enrico Maria Lamanna.

Quali lavori ricordi con più soddisfazione?
Tra i lavori che ricordo con più soddisfazione troviamo “Festa di Piedigrotta” di Viviani con la regia di Nello Mascia, “Tre pecore viziose” di Scarpetta, “Ditegli sempre di sì” di Eduardo De Filippo e la tournèe nazionale di “2 ore all’alba”, ricoprendo sempre ruoli da co-protagonista. Ma anche tantissimi altri spettacoli teatrali.

Parli del tuo “Donne in viaggio da Napoli a Broadway”?
Lo spettacolo “Donne in viaggio da Napoli a Broadway” è uno spettacolo che punta i riflettori sulla donna artista, con le sue mille difficoltà nel campo professionale e anche nella vita privata. Ha un inizio autobiografico e, toccando simbolicamente i palcoscenici di Parigi e Broadway, propone un excursus artistico tra prosa e musica e un finale di “fantasia” con l’artista protagonista dello spettacolo che, finalmente, vede realizzato il suo grande sogno di debuttare in un musical negli Stati Uniti.

Lo spettacolo viene portato in giro per l’Italia, per te rappresenta una bella esperienza?
E’ una bellissima esperienza. Metto a dura prova anche le mie forze fisiche, essendo in scena da sola, con cambi veloci, e l’ausilio di un polistrumentista ed una ballerina. Quando scrivi, interpreti e dirigi uno spettacolo è una tripla fatica, ma anche una magnifica soddisfazione. Soprattutto puoi costruirti lo spettacolo come un sarto confeziona un vestito. In questo spettacolo si piange, si ride, si canta e si recita, si parla di Napoli, dell’Europa e del Mondo tenendo sotto i riflettori anche uno spaccato sulla violenza sulle donne.

Nella tua carriera tanti premi e riconoscimenti: quale tra questi ti ha dato più gratificazione?
Tra i numerosissimi riconoscimenti, ricordo con grande piacere quello degli “Ex allievi del Conservatorio di San Pietro a Majella” con il patrocinio del Presidente della Repubblica, il “Megaris”, il “Premio Armando Gil” e il “Premio Althea”.

Attualmente in cosa sei impegnata?
Innanzitutto, come testimonial dell’Unicef, prendo parte a tutte le iniziative di solidarietà che vedono impegnata l’organizzazione internazionale per i diritti dei bambini nel mondo. Chi, come me, è impegnato nel mondo dell’arte è sempre impegnato, anche alla ricerca di nuovi progetti.

Quali sono i tuoi progetti?
Ho appena preso parte ad un mediometraggio ambientato durante le Quattro Giornate di Napoli, mentre a novembre uscirà nelle sale italiane “Gramigna”, film tratto dal libro scritto da Michele Cucuzza e Luigi Di Cicco, nel quale interpreto il ruolo drammatico di una donna, Maria, che diventa vedova a seguito di un omicidio di camorra. In questo film sono tra i protagonisti con Biagio Izzo, Enrico Lo Verso, Teresa Saponangelo e Gianluca Di Gennaro. Su “Deejay Tv” sono protagonista di una puntata della nuova serie “Sangue del tuo sangue” che racconta veri omicidi accaduti nelle famiglie italiane.

Cosa consigli ai giovani che vogliono intraprendere la tua attività?
Studiare sempre perché, prima o poi, qualcosa arriverà. E non smettere mai di sognare.

 Sledet.com ringrazia l’artista Anna Capasso per l’intervista.

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