Chiacchierando con il regista Tiziano Cella


“Ho lavorato in svariati reparti per imparare più che per guadagnare, la produzione di un film compresi quelli di post produzione è davvero un ottimo bagaglio” ha spiegato il regista Tiziano Cella


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Inizia il suo percorso di studi presso l’Università di Roma Tor Vergata, laureandosi in Storia e Critica del Cinema, il regista Tiziano Cella. Si occupa di lungometraggi iniziando con “Doll Syndrome” di Cristopharo dove interpreta il ruolo di attore protagonista e poi “Subject 0: Shattered Memories” nel ruolo di attore e regista. Attualmente impegnato con il montaggio del suo nuovo lungometraggio in lingua inglese, di genere thriller dal titolo “Red Net” scritto insieme all’attore protagonista David White.

Gran parte della tua formazione è di livello pratico sui set?
Ho una laurea triennale ed una specialistica in ambito cinematografico e televisivo però lo studio migliore è stato sempre quello pratico, ovvero sui set. Ho lavorato in svariati reparti per imparare più che per guadagnare, ora che sono regista devo dire che conoscere il lavoro di tutti i reparti che costituiscono la produzione di un film compresi quelli di post produzione è davvero un ottimo bagaglio. L’ esperienza è sempre di grande utilità.

Cosa puoi dire riguardo i tuoi cortometraggi?
L’ultimo cortometraggio che ho fatto è del 2013 “Temple Mount” come regista e attore in un piccolissimo cameo e come attore non protagonista in “La Lezione” di Aldo Iuliano. Da li in poi mi sono occupato solo di lungometraggi iniziando con “Doll Syndrome” di Cristopharo dove sono attore protagonista e poi “Subject 0: Shattered Memories” nel ruolo di attore e regista. In questo mese invece sto montando il mio nuovo lungometraggio di cui sono il regista di genere Thriller a sfondo politico “Red Net” scritto insieme all’attore protagonista David White.

Se dovessi descrivere i cortometraggi in Italia come lo faresti?
Descrivere tutti i corti italiani a parole non è facile, servirebbe un libro sui cortometraggi italiani e potendo scegliere sarebbe molto più interessante per girare un film incentrato sul mercato dei cortometraggi italiani.

Per un giovane attore o regista questa è la prima strada da percorrere?
Assolutamente si! I cortometraggi servono per fare esperienza. Poi io credo che uno, due o al massimo tre cortometraggi se fatti in questa ottica sono più che sufficienti. Dico questo perché un lungometraggio è tutta un altra storia e se non si fa mai il primo lungo mai si imparerà a farne un lungo. E’ come studiare sui libri e mettere in pratica i propri studi sul campo, c’è una bella differenza. Poi un regista per divertimento può farsi i suoi cortometraggi che hanno una linguistica differente dai lungometraggi. Ovviamente se parliamo di lavori non retribuiti ed indipendenti, perché ovvio che se mi viene commissionato un cortometraggio io lo faccio per lavoro e non solo per passione.

E’ difficile emergere nel mondo dello spettacolo?
E’ molto difficile, non è un lavoro che ti da uno stipendio tutti i mesi, ci possono essere periodi in cui non guadagni nulla, ed altri che guadagni molto, sei sempre sul filo del rasoio.

Perché?
E’ difficile ottenere lavori soprattutto in Italia perché abbiamo una cultura molto chiusa, c’è sempre diffidenza nel prendere a lavorare persone non referenziate da conoscenti, si ha questa mentalità del fisso e del sicuro che nel resto del mondo è un idea sparita da anni. Questa chiusura mentale causa soprattutto nel mondo dello spettacolo grandissime difficoltà ad emergere perché si vanno a chiamare sempre le stesse persone, si crea un circolo chiuso. All’estero è meno sentita questa problematica però rovescio della medaglia se non vali non lavori e se non lavori di cosa campi? Ci sono pro e contro come tutte le cose.

Il genere che prediligi?
Adoro il Thriller, l’ Horror, Il Sci-Fi e l’Action e non disprezzo la commedia inglese, quella che ha Humour che fa ridere ma con intelligenza, le commedie italiane moderne le odio sono stupide e non fanno ridere se penso alle commedie italiane degli anni ’60 ricche di tematiche ancora oggi attuali. Fortunatamente ci sono alcuni casi in Italia che seguono il filone degli anni ’60, ma sono veramente rari e questo è un male perché non possiamo esportare la nostra commedia all’estero mentre gli altri paesi lo fanno.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Sono nella fase di post produzione nel mio secondo lungometraggio “Red Net”, tutto in lingua Inglese incentrato sul terrorismo. Appena avrò finito la post produzione potrò dare informazioni più dettagliate sul progetto, per adesso è tutto top secret.

Progetti?
Sto cercando fondi e produzioni per produrre “Griffons” da un paio d’anni ma purtroppo ancora non ho trovato il budget richiesto. E’ un film grande, potente e può spaventare i piccoli produttori, dico piccoli perché alla fine io posso realizzarlo con un piccolo budget. Quindi speriamo di portarlo alla vita in un futuro prossimo.

Chi vuole avere informazioni più dettagliate sui tuoi lavori?
Per chi vuole contattarmi o avere maggiori info su di me o i miei lavori può consultare la pagina web tizianocella.com oppure la pagina facebook ufficiale facebook.com/TizianoCellaOfficialPage con questi due link è possibile connettersi anche ai vari cortometraggi ed al mio primo lungometraggio.

Un buon bagaglio di esperienze lavorative per il regista Tiziano Cella.

 

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