Mitocondrio mon amour: intervista al prof. Enzo Soresi


“L’attività mitocondriale è sempre stata la base del nostro benessere in quanto questo batterio ci fornisce l’ossigeno e collabora con la cellula per l’elaborazione del cibo. Le nostre ricerche scientifiche sono quindi indirizzate a ringiovanire il mitocondrio” spiega il prof. Enzo Soresi


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Pneumologo, studioso di neuroscienze, oncologo e autore del libro Mitocondrio mon amour. E’ lui, il prof. Enzo Soresi ad insegnare che, non è mai troppo presto né troppo tardi per imparare a invecchiare bene. Insieme ad una adeguata alimentazione e del fitness non stressogeno, il segreto risiede nel mitocondrio, un prezioso organello energetico delle nostre cellule che gioca un ruolo importante in molte funzioni del corpo. Il professore è un sostenitore dell’importanza della personalizzazione della cura, e dello stretto rapporto tra corpo e mente.

Mitocondrio mon amour, questo è il suo nuovo libro?
Esatto, questo è il mio nuovo libro edito dalla Utet e scritto in collaborazione con un giornalista mio amico, Pierangelo Garzia.

Come nasce l’idea di questo libro?
E’ nata da un lavoro scientifico pubblicato nel 2012. A venti sessantenni sani fu eseguita una biopsia del muscolo quadricipite, e comparata con la biopsia eseguita a venti ragazzi diciottenni volontari. Questo esame evidenziò una espressione genica del mitocondrio nettamente inferiore nei sessantenni.

Cioè?
Minor attività mitocondriale che equivale a minor produzione di ossigeno.

Quale è stato l’esito dello studio?
I sessantenni sono stati allenati quaranta minuti tre volte alla settimana in pedana. La biopsia di controllo eseguita sei mesi dopo è risultata uguale a quella dei giovani. Ecco il motivo del mio titolo Mitocondrio mon amour, nel senso che il nostro invecchiamento lo possiamo ridurre semplicemente con un fitness adeguato.

Si tratta di una nuova scoperta?
L’attività mitocondriale è sempre stata la base del nostro benessere in quanto questo batterio ci fornisce l’ossigeno e collabora con la cellula per l’elaborazione del cibo. Le nostre ricerche scientifiche sono quindi indirizzate a “ringiovanire” il mitocondrio.

In che modo?
Con una adeguata alimentazione ed un fitness non stressogeno si possono ottenere buoni risultati.

Qual è stato il suo intento con questo libro?
Quello di divulgare questi concetti semplici ma poco noti.

Di cosa si parla in Mitocondrio mon amour?
Nel libro si affronta il tema della Medicina narrativa, e si sviluppano poi capitoli di Biomedicina quali l’Epigenetica, il microbioma, la plasticità cerebrale, etc.

Lei dice che per mantenere giovane il mitocondrio, bisogna fare attività fisica. Quale per l’esattezza?
E’ sufficiente una camminata veloce di venti minuti tutti i giorni.

Lei pratica Urban Fitness. Di che cosa si tratta?
E’ una nuova tecnica di stimolazione muscolare attraverso impulsi elettromagnetici. E’ molto valida per l’attivazione mitocondriale.

Perché il fumatore invecchia prima degli altri?
Il fumatore produce una quantità di radicali liberi dell’ossigeno molto elevata che, depositandosi nei tessuti, genera infiammazione, e l’infiammazione è alla base di tutte le malattie e di un invecchiamento precoce.

Perché camminare è un aiuto contro la depressione?
Camminando il muscolo libera due ormoni che nutrono il cervello e le cellule gliali. Questo determina maggior liberazione di endorfine con miglioramento del tono dell’umore.

Quale altro vantaggio produce il cammino?
Da poco tempo si è visto nei topi, addestrati a correre, un aumento di produzione di cellule staminali, quasi che il cervello fosse programmato a liberare cellule staminali quando percepisce il cammino veloce come evento per cercare qualcosa di nuovo.

Perché è importante l’alimentazione nella nutrizione del mitocondrio?
Il mitocondrio si nutre di coenzima Q10, presente in molti alimenti, ma in particolare nella carne bovina. Ecco perché è importante, ad una certa età, mangiare, ogni tanto, una bistecca di manzo.

Nel suo libro lei parla di Biomedicina, può spiegare di cosa si tratta?
Il futuro della medicina evolve verso una medicina biologica personalizzata. Recentemente è stato scoperto contro il tumore polmonare, un anticorpo monoclanale che, eliminando una proteina dalla membrana delle cellule tumorali, consente al sistema immunitario di riconoscerle ed eliminarle. Per molte patologie, il futuro della medicina è tutto basato sulle ultime scoperte biologiche.

Come si può, quindi, personalizzare una cura?
Un esempio recente e molto interessante è quello del “placeboma”, secondo il quale la risposta agli antidepressivi potrebbe avvenire se si ha un adeguato placeboma.

Vuol dare un consiglio ai lettori?
Nel mio libro, parlando di me stesso, spiego di camminare almeno venti minuti al giorno, a passo veloce, di mantenere un’alimentazione controllata e ristretta.

Il mitocondrio può quindi rigenerarsi, si tratta di una scoperta che si può definire travolgente, per i benefici che questo può portare. Sledet.com ringrazia il prof. Enzo Soresi per l’intervista.

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