Intervista a Claudio Cannizzaro, regista e producer di Tutti pazzi per Rds


“Il produttore investe tempo, risorse e denaro per produrre un risultato sia di tipo sonoro che visivo. Il regista ci mette creatività, idee, contenuti e supporta sotto tutti i punti di vista il prodotto che sta sviluppando”, ha spiegato Claudio Cannizzaro


Intervista di Desirè Sara Serventi

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E’ sia il regista che il producer della seguitissima trasmissione radiofonica Tutti pazzi per Rds, Claudio Cannizzaro. Per lui lavorare in radio, significa primariamente lavorare con la musica, comunicare con la gente e tenere loro compagnia. Per fare tutte queste cose, fa sapere che alla base deve sicuramente esserci passione, elemento indispensabile per trasmettere un messaggio al pubblico. Con la sua creatività, sostenuta da una solida preparazione professionale, riesce a realizzare un format che non è mai scontato, ma sempre originale.

Qual è il tuo ruolo in, Tutti pazzi per Rds?
Sono il regista del programma e anche il producer, che è un termine che sposa diverse professionalità.

Che cosa intendi dire?
Che post produco sia la parte audio, sia quella delle scenette che vengono poi proposte all’interno del programma, le musiche, le colonne sonore. Diciamo tutto ciò che è sonoro passa da me, questa è la mia figura principale, oltre poi, quella di fare scherzi telefonici usando frasi di famosi film, o personaggi pubblici.

Quali sono le difficoltà che puoi incontrare?
A livello tecnico non ci sono particolari difficoltà perché sono abbastanza autonomo, più che altro, la difficoltà può essere quella di trovare le idee, o quando produco ad esempio gli scherzi telefonici o i Cannymix.

Cannymix?
Sono dei mixaggi in musica di dichiarazioni, litigate, o situazioni che si sono verificate in talk show televisivi che hanno suscitato un minimo di scalpore, e quello permette a me di fare un prodotto artistico musicale. Però la difficoltà è proprio trovare l’idea, l’incrocio giusto fra musica e parlato.

Puoi dare il link di Cannymix che sono andati in rete e hanno spopolato e sono stati ribattuti dai media?
Su youtube.com/watch

Cosa vuol dire lavorare in radio?
Lavorare in radio significa mettersi in un ambiente dove primariamente si fa musica, si comunica alla gente, e si tiene loro compagnia. Ci vuole veramente passione, che poi viene trasmessa di conseguenza al pubblico.

Che cosa bisogna fare per continuare ad attirare il pubblico?
Per quello che riguarda “Tutti pazzi per Rds” che è il programma che produco, è di continuare a stupire, facendo un prodotto che non sia scontato, e che sopratutto mantenga il livello che abbiamo raggiunto.

Dalla tua risposta si evince che sei soddisfatto?
Abbiamo raggiunto un livello tale che ci permette di essere posizionati sul podio, cioè tra i programmi più ascoltati d’Italia.

E’ difficile emergere?
Lo è sempre stato però oggi, è più difficile.

Perché?
Perché ci sono tanti che vogliono fare questo tipo di mestiere, forse non in maniera specifica alla radio, perché i mezzi di comunicazione sono cambiati e c’è anche la rete, quindi tra la radio, la televisione, youtube e i vari social, c’è tanta gente che vuole apparire, e quindi per apparire bisogna dare la differenza, bisogna inventarsi qualcosa che si differenzi da quello che è la massa.

Il web rovina la piazza ai veri talenti?
Diciamo che questa è una domanda un po’ particolare, si può rispondere sia sì, che no.

Vuoi essere più preciso?
Perché è vero che, un pochino può tagliare le gambe a quelle persone che non hanno dimestichezza con questi mezzi però hanno del talento, però è pur vero che, i tempi cambiano e siccome non è come una volta che c’era solo la televisione, adesso bisogna adattarsi e cercare di sfruttare queste piattaforme.

In che modo?
Inventandosi qualcosa che anche nella rete possa catturare l’attenzione.

Che caratteristica bisogna avere per fare la differenza in radio?
Alla base deve esserci una passione enorme, perché altrimenti questo tipo di lavoro non solo non lo si può fare, ma non lo si porta avanti. Ci vuole tenacia, e bisogna essere anche un po’ psicologi.

Per quale motivo?
Perché bisogna saper gestire le varie personalità sia di quelli che comandano che dei colleghi, perché ognuno presenta le proprie caratteristiche, le proprie idee, quindi bisogna in qualche modo riuscire a mediare con tutti.

Prima di approdare alla radio, di cosa ti occupavi?
Io lavoravo in radio locali. Queste esperienze mi hanno permesso di fare una buona palestra, diciamo che mi hanno aiutato ad approdare a Rds.

Perché dovremmo ascoltare Tutti pazzi per Rds?
Perché come ci dicono gli stessi ascoltatori, è una medicina mattutina, diamo il buon umore e quella spinta per incominciare una giornata di lavoro con sprint, volendo far sorridere gli ascoltatori e dando però, qualche notizia attuale che possa far riflettere su quelle che sono le realtà della vita quotidiana.

Quando non lavori in radio, di cosa ti occupi?
Oltre lavorare per questo programma, che mi prende buona parte della mia vita professionale, sono anche dj e produttore. Sto facendo un brano con lo storico Sammy Barbot, che conduceva “Aria di casa “ sulla Rai, e la figlia, ed è un progetto sposato dall’Unicef. E’ un singolo che da diversi giorni è nelle radio.

Chi volesse ascoltare il tuo singolo dove lo trova?
Sul canale youtube.com/watch

Come ti sei avvicinato?
Quando ho cominciato a mettere i dischi, o ascoltavo i pezzi del momento che entravano in classifica, mi immaginavo che un giorno avrei potuto produrre un pezzo da classifica, quindi, anche se oggi non ho un pezzo da classifica in mano, sto comunque percorrendo quella strada, e speriamo di poterci riuscire.

Con quali società di produzioni collabori?
Endemol per la TV e non solo. Etichette discografiche come D Vision, Energy, Universal, E Ego.

Cantante, dj, produttore o regista. Qual è la tua preferenza?
Produttore e regista.

Quali sono le differenze tra queste professioni?
Il produttore investe tempo, risorse e denaro per produrre un risultato sia di tipo sonoro che visivo. Il regista ci mette creatività, idee, contenuti e supporta sotto tutti i punti di vista il prodotto che sta sviluppando.

Progetti?
Sicuramente aprire un’etichetta discografica tutta mia, anche se sto collaborando con diverse etichette come producer, e magari creare un programma tipo Tutti pazzi per Rds, che sia costituito da giovani che vogliano mettere a frutto il loro talento.

Durante l’intervista per sledet.com è emerso in Claudio Cannizzaro una grande professionalità, e quel tocco di simpatia e disponibilità che sono elementi che lo rendono quel personaggio che piace tanto al pubblico.

 

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