Il nuovo volto del cast di Gomorra è l’attore Arturo Sepe


L’esperienza sul set di Gomorra è stata per lui formativa con un cast composto da veri professionisti


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Ha studiato presso la Scuola Internazionale di teatro, per poi intraprendere con successo e grinta gli studi Cinematografici alla Scuola di Cinema di Roma. Ha un curriculum d’eccezione il talentuoso attore Arturo Sepe, che nel campo della recitazione, si sta facendo spazio in ruoli e interpretazioni in film di successo, tra cui: La Casalese, Terra Bruciata, Babbo Natale non viene da Nord, Gomorra, Io Non Dimentico, Distretto di Polizia, Capri3 e Squadra Antimafia5, etc. La sua gavetta l’ha fatta in compagnie amatoriali locali, che a suo parere sono ottime per determinare le attinenze verso questo mestiere, e rappresentano delle gavette utili per la formazione artistica di un attore. Per lui si sono aperte le porte nella serie Gomorra, che ha rappresentato a suo dire un’esperienza molto formativa, in quanto è stato accerchiato da figure molto professionali. Attualmente impegnato in Teatro con “ Pierino & il Lupo ai piedi del Vesuvio” che lo vede protagonista insieme ai musicisti Dell’Intrat Ensemble, e dove l’attore ha curato la regia dello spettacolo.

Qual è stato il tuo iter formativo?
Ho iniziato il mio iter formativo a Roma presso la Scuola internazionale di teatro e, dopo tre anni e dopo tante rappresentazioni nella Capitale, sono stato avvicinato da alcuni Casting Directors che mi proposero di fare cinema, e quindi ecco le mie prime esperienze cinematografiche in alcune fictions: Un Medico in Famiglia, Elisa di Rivombrosa, Amori e Passioni.

Poi?
Poi sono passato agli studi Cinematografici alla Scuola di Cinema di Roma e, mentre studiavo ho avuto la fortuna di partecipare a films e fictions per la Tv e per il cinema. Tra le prime ricordo: Io Non Dimentico, Distretto di Polizia, Capri3 e Squadra Antimafia5.

Che ricordi hai del tuo esordio?
Ho iniziato giovanissimo muovendo i miei primi passi in compagnie amatoriali locali. E’ li che si forma l’attore, la cosi detta gavetta che fortifica e crea la vera ossatura portante dell’attore. Poi durante gli studi in Accademia sono entrato a far parte della Compagnia Itinera di Roma, portavamo in giro opere di Shakespeare e Pirandello.

Il tuo primo approccio al cinema?
Il mio primissimo approccio al cinema fu più traumatico.

Perché?
Ora mi vien da ridere ma all’epoca l’ho vissuta male. Ricordo che vennero alcuni addetti ai lavori, non ricordo se rappresentanti di agenzie cinematografiche o cosa, comunque scelsero una decina di attori per partecipare ad una fiction che stavano girando nella Capitale, e non erro era Romae. Tra questi dieci scelti c’ero anche io. Ero contentissimo, il mio primo approccio al cinema in una fiction di tale spessore, ero alle stelle. Mi misero una tunica rossa, calzature tipo schiavo, non sapevo bene quale fosse il mio ruolo. L’aiuto regista mi disse: ”mettiti qua e all’azione vai verso quel carro”! Ero gasatissimo. La macchina del cinema stava partendo. Motore partito…Ciak…Azione! Adrenalina a mille, feci il primo passo e sentii: “Stoooop! Mi fate scomparire quel punto rosso dalla scena? Mi rovina la fotografia!” Era il regista.

Allora?
In men che non si dica, mi tolsero la tunica, mi strinsero la mano e mi dissero: per oggi hai finito! Ecco il mio primo esordio al cinema. Da una parte restai deluso, ma dall’altra contentissimo di aver respirato quell’aria di set.

Sei uno dei nuovi personaggi della serie “Gomorra”, parli del tuo personaggio?
Beh, non posso dire molto del mio personaggio, Sky e Cattleya sono molto rigidi su questo.

Non puoi nemmeno accennare qualcosa?
Posso accennarvi che comunque sono un poco di buono. Braccio armato della Camorra, affiliato al clan Savastano.

Come puoi definire l’esperienza sul set?
Sicuramente molto formativa, sono stato accerchiato da figure molto professionali, dai registi agli Actor coach agli Stunt Man. Sono entrato in una squadra di attori molto ben affiatata ma che mi ha accolto come se fossi stato sempre uno di loro, da Salvatore Esposito a Fortunato Cerlino.

Puoi dire qualcosa riguardo a Roberto Saviano?
Penso che Roberto Saviano sia un ottimo giornalista e scrittore a cui va il merito di aver saputo mettere in evidenza i problemi che affliggono il nostro paese, smuovendo un po’ le acque e l’opinione pubblica. Portando alla luce verità scomode e spesso nascoste “per comodità” soprattutto da chi ci governa e da chi in primis, è coinvolto in questo losco sistema.

Sei stato tra gli interpreti del film per il cinema ” Babbo Natale non viene da Nord”. Racconti un aneddoto divertente durante le riprese?
Beh, diciamo che non c’è un vero e proprio aneddoto, eh si! Perché sul set di Maurizio Casagrande ogni momento è stimolo di ilarità, soprattutto se pensi che dietro le quinte fai comunella con attori comici come Nino Frassica, lo stesso Maurizio Casagrande, Angelo Orlando o i simpaticissimi Ditelo Voi.

Vieni definito un attore versatile?
Si almeno spesso cosi mi definiscono. Mi piace vivere diversi stimoli e calarmi sempre in personaggi diversi.

Hai lavorato nel film documentario Terra bruciata?
Sono sempre felice di prendere parte a progetti che mettono in luce avvenimenti di storia e di cronaca del nostro Paese, perché sono quelli che mi stimolano di più, mi emozionano e fanno riflettere tantissimo, aprendo una finestra sul passato, facendoci capire da dove veniamo e soprattutto dove siamo diretti e talvolta, ci aiutano a non commettere gli stessi errori.

Il tuo ruolo?
Nel film Terra Bruciata di Luca Gianfrancesco interpreto il vice commissario di polizia “Rocco Piscitelli” personaggio realmente esistito, che muovendosi per amor di patria con un gruppo di partigiani, libera Riardo dall’invasore tedesco.

Come sei quando stai fuori dal set?
Mi definisco un sognatore con un piede in una fiaba!

Perché?
Leggo molto, studio sempre recitazione, perché non si smette mai di imparare e mi piace molto sorridere e regalare un sorriso. Vorrei che tutti capissero che il sorriso è la giusta chiave di lettura della vita. La base della felicità.

Sei attualmente impegnato con uno spettacolo teatrale?
In questo periodo sono a Teatro con lo Spettacolo “Pierino & il Lupo ai piedi del Vesuvio” dove ho curato la regia e dove mi vede protagonista insieme ai musicisti Dell’Intrat Ensemble.

Di cosa tratta lo spettacolo?
E’ un riadattamento della favola musicale di Sergej Prokofiev, uno dei più grandi musicisti Russi del Novecento. Nello spettacolo rispolvero antichi canovacci della commedia dell’arte: il mio primo amore.

Sei impegnato sia in teatro che sul set?
In questi giorni sto terminando le riprese del film di Antonella D’Agostino “La casalese” dove interpreto l’Ispettore Bruno Bevilacqua. Film che si colloca nel bel mezzo dell’Operazione Spartacus”, che ha dato una ripulita al nostro territorio, e che ha come filo conduttore la forza, il coraggio e la generosità della nostra gente e come sfondo, le bellezze della nostra terra .

Da chi ti piacerebbe essere diretto?
Da Giuseppe Tornatore, sono rapito dalle sue pellicole, ha fatto della “settima arte” la ragion di vita, riesce con grande maestria ad irrompere nelle vite dei suoi personaggi fondendoli con i colori del paese in cui si muovono. Anche stringergli soltanto la mano sarebbe per me una gioia immensa.

Se potessi utilizzare il cinema come vettore di notizie, come lo useresti?
Mi piacerebbe usare il cinema come vettore di notizie, per veicolare si, sentimenti ma soprattutto tematiche e argomenti che ci appartengono senza escludere le nostre radici. Mi piacerebbe far conoscere al mondo intero chi è il vero italiano, gentile, generoso e laborioso, molto spesso infangato da una veste criminale che, non gli appartiene.

Il suo curriculum d’eccezione e il suo talento nella recitazione, gli stanno permettendo di approdare in cast importanti e interpretare ruoli da protagonista.

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