No ai mozziconi di sigaretta a terra! A parlarne il Presidente dell’Agenzia Nazionale per la prevenzione Giacomo Mangiaracina


Le cicche di sigaretta per terra contengono sostanze micidiali sia per la salute che per l’ambiente


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Dovrebbero avere più rispetto sia della salute delle persone che dell’ecosistema, tutti coloro che insensatamente hanno l’abitudine di gettar per strada i mozziconi delle sigarette. Fa sapere il prof. Giacomo Mangiaracina, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione che, dietro le cicche si nascondono dei rifiuti tossici, spiega infatti che, i mozziconi contengono nicotina, catrame, Polonio 210 radioattivo, acroleine, fenoli, arsenico, e altro, sostanze dannose per la salute e per l’ambiente. Il professore, quando si tratta di lotta al fumo è sempre in prima linea.

Ci spiega che cosa sono i mozziconi delle sigarette?
E’ la parte rimanente di una sigaretta fumata con un filtro e una porzione di sigaretta residua.

Le cicche sono biodegradabili?
Si degrada il tabacco residuo e la carta, ma il filtro no. E’ fatto di acetato di cellulosa che si disgrega in particelle non più visibili in un tempo variabile da 2 a 5 anni, ma che persistono nell’ambiente per sempre.

E’ vero che si tratta di un rifiuto tossico?
Lo è certamente perché contiene tutti le sostanze tossiche di una sigaretta fumata, ma in forma più concentrata.

Che cosa contengono i mozziconi di sigarette?
Nicotina, catrame, Polonio 210 radioattivo, acroleine, fenoli, arsenico, ed altro. Tutte sostanze micidiali per la salute umana e dell’ambiente.

Qual è l’impatto che hanno sull’ambiente?
In Italia si fumano 50 miliardi di sigarette l’anno, dunque tutto quello che contiene una cicca va moltiplicato per 50 miliardi. Considerando la scarsa biodegradabilità, quei 50 miliardi vanno sommati a quelli precedenti con danni davvero pesanti.

Dove vanno a finire le cicche che vengono buttate a terra ?
Circa la metà vanno a finire nei mari al punto che sono divenuti il rifiuto di maggiore riscontro. Il fondo del Mediterraneo è divenuto un immenso posacenere. La loro disgregazione in microplastiche fa contaminare la catena alimentare marina con il rischio che ce le ritroviamo nei pesci che mangiamo.

Esistono delle sanzioni, contro le persone che vengono colte sul classico lancio del mozzicone?
Sono state recentemente emanate norme che vietano di disperdere le cicche nell’ambiente con una sanzione da 30 a 150 euro per chi lo fa.

A suo parere cosa spinge il fumatore a buttare per terra le cicche?
Il malcostume. Se tutti lo fanno e nessuno protesta diviene un gesto per così dire “normale”. In Svizzera questo non succede. Ad Innsbruck abbiamo trovata qualche cicca per terra ma abbiamo il sospetto che siano di fumatori italiani.

Secondo lei c’è disinformazione, riguardo ai danni che causa questo comportamento?
C’è sicuramente da informare insegnanti e giovani a scuola, ma anche chi è preposto alla vigilanza e agli operatori turistici, ma anche gli stessi fumatori affinché si dotino di un posacenere tascabile.

Che cosa consiglierebbe ai fumatori?
Di acquistare un posacenere tascabile e di non gettare la cicca dalle auto in corsa. Incendiano i bordi delle strade.

Che cosa vuol dire a chi sta al potere?
Per prima cosa informare i cittadini per educare al rispetto del decoro urbano e dell’ambiente. L’Agenzia Nazionale per la Prevenzione prevenzione.info ha varato il progetto “Smoke-Free Cities” e “Roma senza Cicche” e fa appello ad istituzioni e aziende perché venga sostenuto con interventi nelle scuole e con l’acquisto di posacenere tascabili da distribuire gratuitamente.

Cosa accadrà se non si modifica questo atteggiamento?
I fumatori continueranno ad avvelenare il creato.

Vuole aggiungere altro?
Con il Prof. Girolamo Sirchia, padre della legge antifumo in Italia, abbiamo realizzato un film destinato alle scuole il cui trailer è disponibile su Youtube digitando “The Answer, la risposta sei tu”, sull’impatto ambientale del tabacco, dalla coltivazione al consumo, non solo cicche dunque. La Regione Lombardia sta distribuendo il film in tutte le scuole. Le scuole italiane che volessero avere informazioni possono scrivere a segreteria@prevenzione.info

Più informazione vuol dire più tutela sia per le persone che per l’ecosistema, troppo spesso vittime dell’ignoranza e del menefreghismo.

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