Intervista a Giovanni Nuti autore del romanzo “Anima scalza”


Giovanni Nuti: “E’ inevitabile essere autobiografici, nell’arte e persino nella scienza. Ma raggiungiamo qualcosa di significativo solo quando superiamo il nostro punto di vista”


Intervista di Desirè Sara Serventi

GIOVANNI OCCHIALINI TONDI

E’ un medico, un musicista, un poeta, uno scrittore il grande Giovanni Nuti. Sta facendo parlare di se per il suo romanzo “Anima Scalza” che sta riscuotendo un grande successo tra coloro che si sono imbattutati nella lettura del libro. Originale nei contenuti e con un messaggio ricco di significato quello che ha voluto trasmettere ai suoi lettori. In “Anima Scalza” Giovanni Nuti asserisce che: poesia, prosa, arti figurative e scienza s’intrecciano.

Se le chiedessi di raccontarsi, cosa mi risponderebbe?

Sono un tipo curioso, che non si accontenta dello stesso orizzonte.

Lei è un medico, un musicista, un poeta e adesso scrittore, si tratta di tre mondi differenti, che dice?

Sono contrario alle specializzazioni, rispondono solo ad una logica di mercato. I mondi dell’arte e della scienza sono intimamente collegati.

Ha lavorato tanto con la poesia pubblicando diverse raccolte, che cosa voleva raccontare?

Per me la poesia racconta sempre l’origine.

Come nasce l’idea del suo romanzo, dal titolo Anima scalza?

Nasce da un sogno, il sogno descritto nel romanzo, che è diventato per me una sorta di compito.

La copertina di un libro ha la sua importanza, potrebbe dire che cosa vuole trasmettere l’immagine sulla copertina?

E’ una soglia, una fessura oltre la quale si apre un mondo immaginale.

Spiega che cosa intende con Anima scalza?

Sono quelle anime, forse tutte, che sono state dimenticate e che soffrono una sorta di esilio sulla terra, ma sono anche le anime nude, dove è possibile la bellezza e l’amore.

Nel suo romanzo c’è qualche collegamento tra lei e Michele, uno dei protagonisti della storia?

Sì, Michele è un medico come me, e come me è assetato di verità e poesia, nonostante tutto.

Scrivere, rappresenta un modo per raccontarsi?

E’ inevitabile essere autobiografici, nell’arte e persino nella scienza. Ma raggiungiamo qualcosa di significativo solo quando superiamo il nostro punto di vista.

In Anima scalza vi sono tre storie diverse?

L’architettura del romanzo si organizza secondo due coordinate: il dialogo tra Michele e Lucio, e tre vicende da loro narrate: la storia di due amanti sfortunati, l’enigma di un quaderno di un autore sconosciuto, l’avventura del padre di Michele durante la seconda guerra mondiale. Tre storie apparentemente eterogenee, ma che ci parlano tutte di una gioventù violata.

Qual è il messaggio che vuole portare ai lettori con il romanzo?

Che nonostante le asprezze del viaggio, vale la pena accogliere ogni vita come un dono.

In quale genere colloca il suo libro?

Non so se come autore appartengo a un genere. Posso solo dire che in Anima scalza poesia, prosa, arti figurative e scienza s’intrecciano. Per esempio la matematica nel testo ha una funzione non solo narrativa, ma soprattutto estetica.

E’ stato difficile arrivare alla pubblicazione?

Ho trovato un bravo agente letterario, Andrea Carnevale dell’agenzia Edelweiss, che mi ha fatto conoscere un editore coraggioso e dinamico come Giovanni Fabiano della David and Matthaus.

Come reputa il mondo dell’editoria in Italia?

Mah, se pensiamo alla novità dei romanzi “distillati”, cioè amputati per facilitarne la lettura, vediamo che il grosso mercato, come un sonno della coscienza, crea mostri.

Dove si può acquistare, il suo romanzo?

La catena delle librerie de LaFeltrinelli distribuisce il romanzo, ma anche alcune Mondadori e sul web, Amazon per esempio.

Se le chiedessi poesia o prosa?

Risponderei, musica!

Vuol citare un brano del suo romanzo?

Mi sono convinto che gli amori, le amicizie o le più comuni frequentazioni siano come le stagioni: ritornano. Non finiscono, ma mutano e trascolorano in qualcosa di nuovo, che tuttavia mantiene tracce indelebili del vecchio e svela un segno della memoria. Per noi, miserabili, mirabili anime, non c’è tempo senza memoria.

Perché dovremmo leggere Anima scalza?

Non dovreste, ma potreste trovare in Anima scalza un’occasione di riflessione sulle proprie radici.

Attualmente in cosa è impegnato?

Sto finendo di scrivere un racconto per una raccolta di prossima pubblicazione.

Progetti?

Un nuovo romanzo. È la storia di un pittore e della sua modella: l’imprevedibilità della bellezza nella mediocrità di una vita.

Se come medico, scrittore, autore, e musicista, non ci sono dubbi sia sul suo talento che sulla passione che esprime nel suo lavoro, si può dire, inoltre, che come persona è paragonabile a un gentiluomo di altri tempi, cordiale nei modi, e con un modo di relazionarsi con gli altri esemplare.

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