Intervista a Mattia Riccio e Roberto Gentile


I due registi col loro film “La culla dell’oblio” sono in concorso ai David di Donatello


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Ha recentemente conseguito il diploma in un’accademia di filmmaker per specializzarsi in montaggio, Mattia Riccio, dove ha conosciuto il suo attuale collega Roberto Gentile, che sul set del film “ La culla dell’oblio” era il suo Aiuto Regia, Co-Sceneggiatore e Co-Produttore.

Come nasce la vostra passione per i cortometraggi?
Mattia: Inizialmente era una passione per il cinema in generale. Poi abbiamo deciso di conoscerlo più approfonditamente e farlo diventare una professione. Per questo ci siamo iscritti a una scuola dove abbiamo scoperto il mondo dei cortometraggi.

Che cosa si intende per cortometraggio?
Roberto: Un cortometraggio permette di raccontare delle storie in pochi minuti, comunicando allo spettatore messaggi, sensazioni ed emozioni.

Come registi emergenti, qual è la difficoltà che state riscontrando?
Roberto: Sicuramente la prima è girare un prodotto valido con pochi mezzi. Per adesso ci stiamo autofinanziando. Poi c’è molta concorrenza perché i giovani si stanno lanciando in nuove professioni, e il cinema è una di esse.

Il vostro cortometraggio ha come titolo “La culla dell’oblio”, il nome è tutto un programma?
Mattia: Anche il titolo, come molto dentro al corto, non è stato scelto per caso. Abbiamo scelto il termine “culla” perché rappresenta il rifugio mentale di Ivan, il luogo protetto dove apparentemente va tutto per il verso giusto e non può succedergli nulla. Il termine “oblio”, invece, si riferisce al temporaneo abbandono da parte del pensiero.

Come è nata l’idea?
Mattia: Volevamo creare un prodotto nuovo, moderno e che coinvolgesse le persone. Da sempre sono un appassionato di film thriller drammatici di stampo americano, il soggetto è stato ideato e scritto da me e la mia fidanzata Lucrezia Di Cintio, attualmente studentessa universitaria di psicologia, la cui partecipazione si è rivelata fondamentale per dare credibilità e realismo alla storia.

Qual è la trama?
Mattia: E’ la storia di Ivan, un professore che come ogni giorno si reca al parco per leggere un libro ma viene distratto dall’arrivo di una donna e di un bambino. La donna appare strana e misteriosa agli occhi di Ivan, e da quel momento degli incubi lo inizieranno a tormentare.

Da chi è composto il cast?
Roberto: Il cast è composto da tre bravissimi attori. Gianni Rosato, nel ruolo di Ivan, il protagonista, già visto in serie tv come “Che Dio ci aiuti” e “Provaci ancora Prof”. Marica Cotognini, nel ruolo di Marta, la figura misteriosa del corto, protagonista di molti corti e webseries, attualmente impegnata in teatro. Valerio Fadda, nel ruolo di Christian, per la prima volta sullo schermo e rivelazione del corto.

Raccontate un aneddoto divertente durante le riprese?
Roberto: Durante le riprese col cast e la troupe si era creato un gruppo molto affiatato. Sul set era nato una specie di tormentone tra tutti noi, dato che il regista alla fine di ogni ciak, si complimentava per la riuscita della scena ,ma poi aggiungeva subito dopo “Giriamone un’altra”.

Dove si potrà vedere?
Mattia: Per il momento stiamo gareggiando per vari festival quindi prima di qualche mese non potremo pubblicarlo. Poi verrà sicuramente caricato su Youtube. Intanto per i più curiosi è stato pubblicato il teaser trailer sulla nostra pagina Facebook.

Da chi verrà distribuito?
Roberto: Non abbiamo ancora un distributore. Naturalmente se qualcuno fosse interessato si accettano offerte.

Il vostro film è in concorso ai David di Donatello?
Roberto: Abbiamo spedito il cortometraggio e qualche giorno fa abbiamo saputo di essere ufficialmente in concorso. Dobbiamo però aspettare fine marzo per l’annuncio ufficiale della cinquina di nominati. Noi comunque incrociamo le dita.

Progetti?
Mattia: Abbiamo vari progetti. Per il momento un soggetto a tema sociale e un altro thriller. Poi il nostro obiettivo è quello di girare un lungometraggio.

Volete aggiungere altro?
Ringraziamo il blog Sledet per lo spazio che ci ha dedicato dandoci l’opportunità di far conoscere il nostro progetto.

E se loro incrociano le dita, Sledet.com non può che dire: in bocca al lupo ragazzi!

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