Intervista allo scrittore esordiente Elia Rosato 2


Il suo romanzo dal titolo Il ritorno di Numah è all’insegna dell’avventura e del fantasy


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Lo scrittore esordiente Elia Rosato, sembra sia stato in grado di coinvolgere col suo romanzo dal titolo “Il ritorno di Numah” i lettori. Una trama avvincente, che pagina dopo pagina si arricchisce di suspance e non di banalità. Lo scrittore ha accettato di essere intervistato per parlare del suo libro che sta riscuotendo un notevole interesse tra i lettori.

Se ti chiedessi di descriverti come scrittore, cosa diresti?
Sono uno scrittore molto preciso. Pianifico la trama, gli eventi, controllo le distanze tra i luoghi, lo scorrere del tempo. Per la trama prima di tutto penso al filone generale della storia, gli avvenimenti principali. A quel punto sviluppo le parti del racconto creando avventure trasversali, avvenimenti che si inseriscono nell’avventura come succede nella vita reale: basti pensare a “quella volta che ero partito per fare una tal cosa, poi inaspettatamente è successo qualcos’altro. Alla fine comunque sono riuscito o non sono riuscito a farcela e ho portato a compimento o non ce l’ho fatta il mio progetto iniziale”. Nella vita di tutti i giorni ci succede spesso infatti di progettare qualcosa e di vivere qualche contrattempo o un avvenimento che ci fa deviare dal nostro percorso principale.

Una volta progettata la storia che fai?
Quando ho “progettato” la storia, inizio a scrivere cercando di rispettare il più possibile la linea guida, ma non sempre è così. Scrivere solo secondo un preciso piano sarebbe troppo riduttivo, perciò sviluppo l’ambientazione, i luoghi, i personaggi e faccio in modo che “vivano” la loro avventura nel modo più realistico e sensato possibile. Questo a volte mi porta a cambiare qualche dettaglio nel “piano originale”, ma ne sono contento, perché il racconto prosegue in modo più lineare.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a pubblicare il primo romanzo?
Cercavo un racconto nuovo da leggere, un libro che mi appassionasse e mi stimolasse allo stesso modo di come avevano fatto tanti altri fino ad allora, ma non riuscivo a trovarlo. Di libri ce n’erano in giro, anche parecchi! Iniziavano a diffondersi gli e-book e avevo anche la possibilità di leggere un estratto del libro che volevo, prima di comprarlo. Se non c’era l’e-book disponibile andavo in biblioteca o compravo direttamente il libro, ma nonostante la ricerca, nessuna storia mi “catturava” come avrei desiderato. Alcuni libri avevano una trama troppo scontata, altri magari partivano da una buona idea per la trama, ma la narrazione era piena di buchi, di insensatezze, povera di stile. Non sono riuscito ad andare oltre le prime pagine, benché io detesti lasciare un libro dopo averlo iniziato! Ho trovato tanti presunti successi letterari che in realtà, nonostante abbiano venduto molte copie, sono dei libri molto abbozzati, scritti con un linguaggio troppo scolastico. Prima di andare in stampa avrebbero avuto bisogno di una revisione.

E’ il parere da scrittore?
Non lo dico da scrittore: parlo in qualità di lettore deluso.

Quindi?
A quel punto mi sono chiesto: “Come dovrebbe essere il libro che vorrei leggere”? Ho iniziato a pensare alle caratteristiche dei romanzi che mi hanno affascinato, cercando di cogliere ciò che li rendeva differenti dalle storie contemporanee. Da lì ho iniziato a lavorare sul mio libro.

E’ un romanzo di avventura Il ritorno di Numah?
“Il ritorno di Numah” è un romanzo di avventura di genere fantasy. Penso che sia piuttosto difficile parlare della trama generale del libro senza incorrere in uno tra due pericolosi esiti: o si dice troppo, rischiando di rovinare la suspense che è molto presente nel racconto, o si dice troppo poco, generalizzando e finendo nel relegare la storia nel “mucchio delle storie fantasy che si assomigliano tutte”; infatti, per quanto si cerchi di raccontare sempre una storia nuova, i racconti di avventura e i fantasy seguono degli schemi narrativi molto frequenti. Cercherò di non cadere in nessuno dei due casi.

Di cosa tratta?
“Il ritorno di Numah” è la storia di quattro persone che vengono incaricate di una missione per recuperare degli artefatti di cui è alla ricerca anche Numah, il cattivo del racconto. Numah è un uomo che ha rinunciato a tutto ciò che lo rendeva umano pur di riuscire a raggiungere il suo obiettivo, cioè riuscire a sconfiggere gli Dei e sedere sul loro trono. Per arrivare al suo obiettivo decide prima di tutto di conquistare il regno, per evitare che l’esercito reale interferisca nei suoi piani. I quattro protagonisti incaricati di recuperare gli artefatti che desidera Numah sono Banor, un cavaliere appartenente alla razza dei nani dalla forza sovrumana, burbero e schivo; Dolid, un vagabondo che si guadagna da vivere rubacchiando in giro, molto agile ed abile con la spada; Folil, un elfo che per via dei propri poteri molto diversi da quelli tipici della sua razza, paragonabili a quelli di un mago, viene esiliato dalla sua gente; Olamen, giovane sacerdotessa adottata dal vecchio Oluk, il mago a capo della Torre dei Maghi Grigi, ingenua e gentile.

Personaggi secondari?
Ci sono personaggi “secondari”, che intrecceranno la propria storia con quella dei quattro protagonisti. Per ciascun personaggio ho provato a uscire dagli schemi delineati dalla tradizione. Vediamo quindi i nani che non vivono in grotte e gallerie, elfi che non sono saggi e benevoli o elfi oscuri malvagi, e altri dettagli che rendono la storia diversa e interessante.

Il romanzo sta riscuotendo un ottimo riscontra tra i lettori, a cosa è dovuto questo successo?
Ho giocato molto con la suspense, allentando la tensione o aumentando la carica emotiva a seconda del momento narrativo. Ho descritto i luoghi e i personaggi con dovizia di particolari facendoli conoscere meglio ai lettori, però solo quando era necessario, per non appesantire troppo il filo del discorso e non annoiare. In più, a differenza di altri fantasy in cui ci sono degli artefatti che giocano un ruolo di primo piano nella narrazione, ne “Il ritorno di Numah” i protagonisti mostrano le loro capacità quasi sempre “al naturale”. Sono gli eroi i protagonisti, gli artefatti sono un mezzo per aiutarli nella loro impresa, anche molto importante, ma non si perde mai il focus dai personaggi. Questi e altri accorgimenti contenuti nel libro hanno fatto sì che fosse molto apprezzato sia da chi ama il genere fantasy, sia da lettori che mi hanno esplicitamente detto di essere più affezionati a generi diversi ma che hanno trovato “Il ritorno di Numah” interessante e appassionante.

Quali sono le difficoltà che in genere incontra uno scrittore?
La prima è sicuramente il cosiddetto “blocco dello scrittore”. Il modo peggiore per cercare di superarlo è di voler scrivere per forza. Io in quei momenti preferisco pensare ad altro, magari mettermi ai fornelli. La soluzione che preferisco è una sessione di “allenamento” dell’immaginazione: così come un atleta deve sempre mantenersi in forma facendo lavorare i propri muscoli, allo stesso modo uno scrittore deve mantenere viva la propria fantasia. Un problema simile a questo è quando ci si chiede “Come lo scriverebbe il mio autore preferito”? Non bisogna mai cercare di emulare lo stile narrativo di qualcun altro perché è molto difficile cogliere l’essenza narrativa di uno scrittore, quello che lo ha spinto a scrivere e il modo in cui lo ha fatto. Il risultato il più delle volte è un racconto scritto in modo impersonale e che non si avvicina nemmeno allo stile che volevamo raggiungere. Un altro punto è la revisione del racconto alla fine della stesura. A volte ci si affeziona troppo a quel che si è scritto e risulta difficile rinunciare a una parte che magari non funziona o va modificata.

E’ quello che hai fatto?
Ne “Il ritorno di Numah” ho cancellato interi paragrafi, perfino capitoli, modificato, spostato parti che stavano meglio in un altro contesto. Il giudizio dei beta-reader inoltre può non piacere, ma ricalca quello dei lettori, perciò va accettato e apprezzato. Questo non vuol dire che la storia debba essere trasformata in ogni punto criticato: anche i più illustri scrittori ricevono giudizi negativi, a maggior ragione uno scrittore esordiente. Bisogna anche saper difendere il proprio racconto.

Vuoi dire qualcosa riguardo al mondo dell’editoria?
Come esordiente devo ammettere di conoscerlo ancora poco, però mi sono fatto una mia idea; che essa sia corretta o meno lo capirò nel tempo. C’è da considerare anzitutto la crisi che colpisce oggi la carta stampata: sempre meno persone leggono, i più aspettano il film , o non riuscirebbero a leggere qualcosa di così lungo. Poi le case editrici sono aziende e in quanto tali hanno un bilancio e un piano di sviluppo da rispettare. Per quanto debbano cercare di pubblicare il più possibile dei libri dal contenuto “interessante”, che ottenga il più ampio consenso di pubblico, a volte devono ripiegare su libri di qualità inferiore, sia perché i veri best seller sono rari per definizione, sia perché magari sono scritti da autori il cui nome è già sufficiente a far vendere il libro a prescindere dal contenuto. Gli editori ricevono un numero incredibile di libri da valutare e solo una piccola parte di questi si rivela essere valida, perciò a volte vengono rifiutati libri più validi di altri che magari vengono pubblicati anche con eccessivo entusiasmo.

I social network sono un valido aiuto per la promozione di un libro?
Rappresentano un passaggio molto importante per la promozione, ma non il più importante. I social non fanno vendere il libro, ma lo fanno conoscere al pubblico. Rappresentano un ottimo mezzo per accorciare la distanza tra autore e lettore: ricordo quando ancora i social non erano così diffusi e i pochi modi per confrontarsi con l’autore di un libro erano gli eventi organizzati nelle maggiori librerie, oppure la corrispondenza. Oggi si può porre una domanda a uno scrittore e ricevere risposta in pochi minuti.

Stai lavorando a qualche altra storia?
Sto scrivendo il seguito de “Il ritorno di Numah”, per chiudere il filo narrativo che si è aperto nel primo libro. La serie non sarà troppo lunga, infatti terminerà con il terzo libro che conterrà la risposta ad alcuni interrogativi de “Il ritorno di Numah”. Oltre a questi sto lavorando alla trama di un libro che appartiene a un genere che in Italia non è ancora molto diffuso.

Dove si può acquistare il tuo libro?
È disponibile sulle migliori librerie on-line italiane e internazionali, come Amazon, Barnes and Noble, Rizzoli, San Paolo Store e tante altre, consultabili dal mio blog ufficiale nella pagina dedicata al libro. L’indirizzo del blog è rosatoelia.wordpress.com .

Progetti?
Mi piacerebbe pubblicare con i maggiori editori, come piacerebbe a qualunque autore esordiente.

Uno scrittore che riesce coi suoi scritti a non essere banale, ma innovativo e coinvolgente.


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